Il Tirreno

Stop ai finanziamenti per il recupero di due gallerie 

di Luigi Cignoni
Stop ai finanziamenti per il recupero di due gallerie 

I soldi per il Parco minerario sono andati alle zone terremotate Ma Pisani non demorde: chiederemo aiuto ai Beni culturali

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RIO MARINA. I finanziamenti Dupim destinati a sovvenzionare i progetti del Parco minerario e mineralogico dell’Elba sono stati dirottati a favore delle popolazioni dell’Italia centrale colpite dal terremoto. Il Parco dovrà attendere tempi migliori.
Ne dà notizia Idilio Pisani, presidente del cda del Parco minerario. Che però non ha perso la speranza. Una strada si chiude, se ne apre un’altra. «Viste come si sono messe le cose con i fondi Dupim – dice – speriamo di ottenere dei contributi da parte dei Beni culturali destinati alle isole minori. Non abbiamo attualmente la certezza assoluta che le nostre richieste siano accolte dal ministero, tuttavia vogliamo tentare questo approccio. Non si sa mai».
I progetti che aveva elaborato e redatto il cda del parco minerario riguardavano il recupero di due gallerie. La prima in località Rosseto, in pieno comparto minerario, non molto distante da Rio Albano, la seconda nelle immediate vicinanze del centro abitato, la cosiddetta galleria della scuola mineraria, dove gli studenti che, conseguito il titolo di studio, sarebbero stati impiegati nell’industria estrattiva del versante orientale, facevano pratica per impadronirsi delle tecniche di escavazione.
Il progetto fu presentato e illustrato un anno fa, in occasione dei lavori previsti a Rio Marina per l’ottava giornata nazionale delle miniere, promossa dall’Istituto superiore per la ricerca ambientale, in sinergia con l’amministrazione comunale.
Il recupero della galleria del Rosseto fu presentato come un’occasione da non farsi sfuggire. La galleria, infatti, presenta le migliori caratteristiche per diventare un sito destinato alle visite degli studiosi, appassionati o semplicemente delle persone desiderose di conoscere come fosse il lavoro nelle gallerie del ferro.
«Il nostro obiettivo era e resta – spiega il presidente del cda del Parco – il recupero della galleria per metterla in sicurezza in modo tale da non costituire pericolo per tutti coloro che vorranno avventurarsi al suo interno».
La seconda galleria, quella usata dalla scuola mineraria, non è molto distante dell’edificio gestito fino a poco tempo fa dalle suore. «La galleria – racconta Pisani – è stata utilizzata dagli studenti fino agli anni Settanta. Gli studenti che intendevano specializzarsi in mineralogia avevano questo importante banco di prova. Erano portati qui dai loro istruttori, per imparare in un ambiente sicuro la tecnica che doveva possedere un minatore specializzato».
Ed è quella che si è conservata in uno stato migliore in quanto è stata scavata nella roccia. Non per cercare il minerale perché in quel luogo non c’era, ma come banco di prova. Lunga circa trecento metri aveva diverse diramazioni e al suo interno c’erano l’officina, la Santa Barbara, il magazzino e il centro di coltivazione. «Sono luoghi – conclude Pisani – che possono senz’altro contribuire a una maggiore conoscenza di che cos’era Rio Marina alla fine dell’Ottocento e nella prima metà del Novecento. E servirci per una fruizione turistica maggiore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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