Il Tirreno

Ancora camper e barche nel paradiso degli uccelli 

Ancora camper e barche nel paradiso degli uccelli 

A Mola la situazione è migliorata dopo l’ordinanza della capitaneria di porto Ma il degrado rappresenta ancora un rischio concreto per la biodiversità

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO AZZURRO. Ora appare anche un camper nella zona umida di Mola. E come se non bastasse a rendere il quadro generale di uno dei tratti di costa più interessanti per quanto riguarda la frequentazione di uccelli di passaggio e migratori, e la ricchezza di biodiversità ecco che appaiono delle barche tirate in secco. È vero, sono diminuite nel numero dopo l’ordinanza emanata dalla Capitaneria di porto, in seguito alle segnalazioni di Legambiente. Di fatto, il provvedimento ha avuto come effetto sì una riduzione di barche abbandonate illegalmente sulla spiaggia ma, a quanto pare, non è bastato.
Lo fa notare Legambiente arcipelago toscano. Eppure, basterebbero piccole infrastrutture all’ingresso della strada d’accesso, per impedire l’entrata in questo territorio di veicoli a motore non autorizzati che poi scorazzano in lungo e largo. «Infatti – scrive Legambiente - il pericolo e il disturbo più forti è rappresentato dai veicoli che continuano ad accedere indisturbati, ad addentrarsi nei sentieri sterrati della zona umida e a sostare in una Zone B del Parco dove tutto questo sarebbe vietato. Oltre ad auto e motorini che si inoltrano nell’area, da qualche giorno ha fatto la sua comparsa anche un camper di grandi dimensioni, visibile da tutte le strade principali della zona, che staziona a Mola, tra una cannuccia di palude e un gruppo di garzette, in violazione della stessa legge 394/91 che vieta il campeggio non autorizzato in qualsiasi forma nei Parchi Nazionali».
Pertanto, sì agli accorgimenti infrastrutturali per tener lontani da Mola i mezzi a motori, senza però scoraggiare la visita e le escursioni a piedi di chi ama la natura e vuole scoprire le bellezze delle flora e della fauna locale e di passaggio. Come si sa infatti Mola è una delle aree più promettenti e interessanti dell’Elba dal punto di vista ornitologico. «Si potrebbero recuperare – scrive l’associazione ambientalista in una nota – le passerelle ancora inghiottite dalla vegetazione, per garantire una migliore convivenza fra l’uomo e l’ambiente naturale e una riduzione dell’impatto antropico». Eppure, rispetto a quanto succedeva prima, la situazione è migliorata dopo gli interventi di parco, Capitaneria e carabinieri forestali. Rimangono alcune criticità, specialmente sulla spiaggia. «Nonostante ciò – aggiunge Legambiente – la flora pioniera, la fauna costiera e migratoria continuano a essere pesantemente minacciate, dal momento che ancora persistono imbarcazioni sia sulla spiaggia che ormeggiate nel piccolo golfo a pochissima distanza dalla costa, soprattutto nel versante capoliverese». E gli ultimi arrivati in zona sono i minuscoli Piro piro boscherecci (Tringa glareola), che Gian Carlo Diversi ha scattato. Gli ultimi di una lunga serie che dimostrano quanto Mola sia gradita come sito di sosta da numerose specie migratrici rilevanti, come a esempio, solo negli ultimi tempi, il Fistione turco, il Totano moro, l’Airone guardabuoi, la nitticora, l’Airone rosso, la sgarza ciuffetto. «Quest’area sia pure maltrattata e promettente – conclude Legambiente – è inclusa nella Zona B del parco nazionale ed è riconosciuta a livello europeo come Zona Speciale di conservazione (ZSC) per l’habitat e come Zona di protezione speciale (ZPS) per l’avifauna».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze