Sicurezza
«Sul porto un’altra occasione persa»
Il Comitato cittadino di Marciana Marina accusa l’amministrazione sul progetto dell’approdo
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MARCIANA MARINA. «Ancora una volta si è persa l’occasione per cambiare rotta su ciò che sarà il futuro del porto, dando al paese i servizi di cui ha bisogno senza però stravolgerne l’unicità».
Lo scrivono i referenti del comitato cittadino “Porto Comune, Marciana Marina”, all’indomani della presentazione del progetto vincitore del concorso di idee appunto sul porto del paese. E aggiungono: «Il lavoro mostrato è un esercizio di progettazione architettonica, che minimizza dove può gli aspetti più impattanti e meno condivisibili delle linee guida del piano di riqualificazione portuale approvato a marzo dello scorso anno».
In pratica, sempre secondo il comitato locale, l’assemblea cittadina è stato l’atto di inizio della campagna elettorale dell’attuale amministrazione, più che una soluzione alternativa a un progetto mal funzionale.
«Il progetto vincitore del concorso di idee – si legge nella nota del comitato - è la versione migliorata di un brutto non-progetto, talmente malfatto e assurdo da aver provocato dubbi perfino nella stessa amministrazione. Peccato quindi che il progetto dei tre giovani architetti non sia stato fatto quando davvero sarebbe servito a qualcosa di più di uno specchietto per allodole in una campagna elettorale». Il sindaco Andrea Ciumei aveva promesso che non ci sarebbe stato nessun intervento invasivo, nessun muraglione. Ma nel piano regolatore portuale approvato, per “ragioni di sicurezza” si è chiesto un molo di sopraflutto lungo 80 metri con un’altezza degradante fra 5 e 3.5 metri e nel progetto dei giovani architetti questo diventa alto 4,5 metri. «Un muro è sempre un muro – commentano - anche se per mascherarlo si utilizzano solo celle di ape e non gli obsoleti, a dir poco antiestetici, tetrapodi. Inoltre – continua la nota - il piano regolatore portuale prevede tanti e tali lavori in tutto lo specchio acqueo del golfo da richiedere operazioni di dragaggio che, inevitabilmente, provocheranno effetti disastrosi, immediati, per l’ambiente e la limpidezza delle nostre acque».
Il professor Pranzini, capo della giuria del concorso di idee ed esperto di riconosciuta fama, a domanda diretta del pubblico sulle conseguenze del dragaggio ha risposto: «Credo sia necessaria un’attenzione molto forte. E’ una raccomandazione che è bene venga dalla popolazione e spero che l’amministrazione se ne faccia carico. Dovrà esser cura dell’amministrazione raccogliere le giuste osservazioni e farne tesoro».
Secondo il comitato cittadino dragare è un’operazione talmente difficile e impattante sull’ambiente che allo stato dei fatti proprio non è possibile dare e ricevere nessuna rassicurazione, nemmeno venissero utilizzate le tecniche più sofisticate.
«Per cui – continuano quelli del comitato - siamo ancor più preoccupati di prima perché prendiamo atto che la volontà dell’amministrazione è quella di andare avanti a capo chino nel realizzare a tutti i costi quest’opera programmata così impattante, di cui invece il paese non ha bisogno, e della quale dire che ne viene minimizzata la portata è dir poco. Uno dei membri della giuria ha citato Frank Wright, celeberrimo architetto americano, che diceva che un medico può seppellire i propri errori mentre l’architetto può solo consigliare al proprio cliente di piantarci viti davanti. Si intende ovviamente che se un architetto realizza qualcosa di sbagliato, visto che lascia opere ben visibili destinate a durare nel tempo, può solo cercare di mascherare alla meno peggio i propri errori. Mai citazione è stata, allo stesso tempo, meno e più appropriata. Solo che è evidente che stavolta l’errore non potrebbe essere mascherato da niente e questo porto, così come progettato, approvato e poi realizzato rimarrebbe lì, di fronte ad i nostri occhi e quelli dei nostri figli e dei figli dei nostri figli ed oltre ancora. E sarebbe – conclude la nota -un lascito davvero imperdonabile».
Lo scrivono i referenti del comitato cittadino “Porto Comune, Marciana Marina”, all’indomani della presentazione del progetto vincitore del concorso di idee appunto sul porto del paese. E aggiungono: «Il lavoro mostrato è un esercizio di progettazione architettonica, che minimizza dove può gli aspetti più impattanti e meno condivisibili delle linee guida del piano di riqualificazione portuale approvato a marzo dello scorso anno».
In pratica, sempre secondo il comitato locale, l’assemblea cittadina è stato l’atto di inizio della campagna elettorale dell’attuale amministrazione, più che una soluzione alternativa a un progetto mal funzionale.
«Il progetto vincitore del concorso di idee – si legge nella nota del comitato - è la versione migliorata di un brutto non-progetto, talmente malfatto e assurdo da aver provocato dubbi perfino nella stessa amministrazione. Peccato quindi che il progetto dei tre giovani architetti non sia stato fatto quando davvero sarebbe servito a qualcosa di più di uno specchietto per allodole in una campagna elettorale». Il sindaco Andrea Ciumei aveva promesso che non ci sarebbe stato nessun intervento invasivo, nessun muraglione. Ma nel piano regolatore portuale approvato, per “ragioni di sicurezza” si è chiesto un molo di sopraflutto lungo 80 metri con un’altezza degradante fra 5 e 3.5 metri e nel progetto dei giovani architetti questo diventa alto 4,5 metri. «Un muro è sempre un muro – commentano - anche se per mascherarlo si utilizzano solo celle di ape e non gli obsoleti, a dir poco antiestetici, tetrapodi. Inoltre – continua la nota - il piano regolatore portuale prevede tanti e tali lavori in tutto lo specchio acqueo del golfo da richiedere operazioni di dragaggio che, inevitabilmente, provocheranno effetti disastrosi, immediati, per l’ambiente e la limpidezza delle nostre acque».
Il professor Pranzini, capo della giuria del concorso di idee ed esperto di riconosciuta fama, a domanda diretta del pubblico sulle conseguenze del dragaggio ha risposto: «Credo sia necessaria un’attenzione molto forte. E’ una raccomandazione che è bene venga dalla popolazione e spero che l’amministrazione se ne faccia carico. Dovrà esser cura dell’amministrazione raccogliere le giuste osservazioni e farne tesoro».
Secondo il comitato cittadino dragare è un’operazione talmente difficile e impattante sull’ambiente che allo stato dei fatti proprio non è possibile dare e ricevere nessuna rassicurazione, nemmeno venissero utilizzate le tecniche più sofisticate.
«Per cui – continuano quelli del comitato - siamo ancor più preoccupati di prima perché prendiamo atto che la volontà dell’amministrazione è quella di andare avanti a capo chino nel realizzare a tutti i costi quest’opera programmata così impattante, di cui invece il paese non ha bisogno, e della quale dire che ne viene minimizzata la portata è dir poco. Uno dei membri della giuria ha citato Frank Wright, celeberrimo architetto americano, che diceva che un medico può seppellire i propri errori mentre l’architetto può solo consigliare al proprio cliente di piantarci viti davanti. Si intende ovviamente che se un architetto realizza qualcosa di sbagliato, visto che lascia opere ben visibili destinate a durare nel tempo, può solo cercare di mascherare alla meno peggio i propri errori. Mai citazione è stata, allo stesso tempo, meno e più appropriata. Solo che è evidente che stavolta l’errore non potrebbe essere mascherato da niente e questo porto, così come progettato, approvato e poi realizzato rimarrebbe lì, di fronte ad i nostri occhi e quelli dei nostri figli e dei figli dei nostri figli ed oltre ancora. E sarebbe – conclude la nota -un lascito davvero imperdonabile».
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