Il Tirreno

Sindacati oggi in Aferpi «Ma il tavolo è al Mise»  

Sindacati oggi in Aferpi «Ma il tavolo è al Mise»  

Sul tfr gli ex Lucchini servizi progettano iniziative. E scoppia il caso delle pulizie Ugl e Filcams: «L’azienda vuole ridurre il servizio Cooplat del 20 per cento»

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Tornano a incontrarsi sindacati e Aferpi, in una riunione convocata dall’azienda confronto in cui secondo fonti sindacali verrà presentato formalmente il comitato esecutivo, dopo le dimissioni dell’amministratore delegato Fausto Azzi. Ne fanno parte Sergio Simoni, responsabile della produzione, e due uomini di fiducia di Issad Rebrab, Mohammed Nabi e Amin Rezig. Ma le stesse fonti sindacali avvertono che certo questa non sarà l’occasione per discutere di temi che «si possono affrontare solo al tavolo ministeriale».
Tutto ciò mentre un gruppo di lavoratori ex Lucchini Servizi sta pensando a un’assemblea per affrontare il tema della mancata corresponsione del tfr, a differenza di quanto avvenuto per i colleghi ex Lucchini Spa.
E mentre oggi azienda e sindacati si incontrano, si apre un ulteriore fronte legato alla vertenza Aferpi: «Abbiamo appena ricevuto una convocazione urgente da parte dell’azienda Cooplat — dice una nota di Ugl terziario e Filcams Cgil — che svolge il servizio di pulizie civili dentro lo stabilimento Aferpi. Si parla di un’ulteriore riduzione, di oltre il 20%, dello stesso servizio. Come organizzazioni sindacali troviamo inaccettabile questo comportamento da parte di Aferpi, soprattutto visto i numerosi tagli nei servizi che ci sono stati in questi ultimi anni, non trascurabile quello nel cambio di appalto dello scorso anno».
I sindacati ricordano anche che «nelle pulizie civili attualmente operano 25 lavoratrici, tutte con contratto part-time e in cassa integrazione con stipendi medi che si aggirano attorno ai 400 euro mensili, e a giugno scadrà anche l’ammortizzatore. Con notevole sforzo abbiamo da tempo chiesto e oggi ottenuto, grazie anche al contributo delle rsu Aferpi, un tavolo specifico proprio per l’indotto e per approfondire gli strumenti necessari per quei lavoratori che sono stati i primi a pagare le conseguenze di questa situazione».
«Non accetteremo tagli – avvertono Ugs e Filcams – a chi ha già dato molto e soprattutto ora che potrebbero essere motivo di licenziamenti e mancato rinnovo dell’ammortizzatore. Vogliamo principalmente tornare al lavoro e non sopravvivere di ammortizzatori ma neanche accrescere la disoccupazione, per di più femminile, nel nostro già lacerato territorio. Intraprenderemo ogni forma di lotta per difendere il lavoro e la dignità di questi lavoratori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini