Il Tirreno

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«Cinghiali e mufloni vanno eliminati» 

Luigi Cignoni
«Cinghiali e mufloni vanno eliminati» 

Legambiente dà ragione alla sindaca Bulgaresi: solo così possiamo davvero tutelare la biodiversità dell’isola

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MARCIANA. Legambiente si schiera a fianco della sindaca Anna Bulgaresi per quanto riguarda la richiesta di eradicare di cinghiali e mufloni dal territorio elbano. Non solo. L’eradicazione di questi animali selvatici, che il parco nazionale e Legambiente chiedono inutilmente da anni, può essere l’occasione per il ministero dell’Ambiente e la Regione per mettere in atto un’operazione di tutela della biodiversità basata su rigorosi protocolli scientifici e di intervento.

“È importante — scrive in una nota Legambiente — che un territorio sia diventato consapevole delle conseguenze per la biodiversità e l’agricoltura della scellerata introduzione nelle isole di ungulati alloctoni a fini di divertimento venatorio o addirittura “ornamentali”, come avvenuto negli anni ’80 in occasione dell’istituzione del fantomatico Parco di Monte Capanne voluto dai 3 Comuni dell’Elba Occidentale».
Per questo secondo Legambiente «ha ragione la sindaca Bulgaresi, alla quale bisogna dar atto di essere stata l’unico sindaco elbano a chiedere con coerenza l’eradicazione di cinghiali e mufloni, così come ha fatto con atti ufficiali e pratiche concrete il parco. Purtroppo non hanno fatto altrettanto gli altri sindaci elbani e la Comunità del parco, che non sono mai andati al di là delle lamentazioni e che non hanno mai messo in atto le promesse di interventi che si erano solennemente impegnati a fare, appoggiando sempre le inefficaci proposte dei cacciatori che hanno tutto l’interesse a mantenere una popolazione di cinghiali fiorente e ai quali non sembra interessare molto l’abbattimento selettivo dei mufloni».

Eppure Regione e Provincia indicano l’Elba come “area non vocata” per il cinghiale: quindi, area dove la popolazione di ungulati introdotti va drasticamente ridotta. «In realtà — precisano gli ambientalisti — nel restante 47% dell’Elba non incluso nel perimetro del parco la gestione è stata puramente venatoria, con risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti e con una popolazione di cacciatori in rarefazione e invecchiamento che in futuro renderà difficile anche attuare interventi venatori». Bene, dunque, ha fatto Anna Bulgaresi nel chiedere l’eliminazione completa degli ungulati introdotti dall’uomo in un ambiente insulare delicatissimo e antropizzato che non è risultato in grado di sostenerli se non a discapito di flora e fauna protette da un parco e da direttive europee, di un’agricoltura in forte difficoltà prima per le devastazione dei cinghiali e poi per l’invasione dei mufloni che sembrano incontenibili con le recinzioni, ed infine della sicurezza fisica delle persone.

«E’ evidente – si legge nella nota - che si tratta di un intervento di eradicazione che assume aspetti di grande rilievo e che può essere affrontata solo con l’impegno diretto del governo, attraverso il ministero dell’ambiente, e della Regione Toscana che deve passare dalle parole e dagli articoli di legge ai fatti. Infine – conclude Legambiente – è evidente che l’eradicazione di grandi animali in un ambiente insulare può e deve essere fatta utilizzando le moderne tecniche che riducano al minimo sofferenza e stress per gli animali target».
«È evidente — conclude Legambiente — che si tratta di un intervento di eradicazione che assume aspetti di grande rilievo e che può essere affrontata solo con l’impegno diretto del Governo, attraverso il ministero dell’Ambiente, e della Regione che deve passare dalle parole e dagli articoli di legge ai fatti. Infine è evidente che l’eradicazione di grandi animali in un ambiente insulare può e deve essere fatta utilizzando le moderne tecniche che riducano al minimo sofferenza e stress per gli animali target»

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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