Il Tirreno

Due giorni per l’accordo con la “solidarietà” 

di Guido Fiorini
Due giorni per l’accordo con la “solidarietà” 

Venerdì 28 e sabato 29 Cooperativa e sindacati si incontrano per chiudere: cassa integrazione solo a Vignale per salvare i 481 esuberi annunciati

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Due giorni di trattativa ad oltranza per chiudere la vertenza Unicoop e scongiurare i licenziamenti, grazie agli ammortizzatori sociali.
Venerdì 28 e sabato 29 i vertici della Cooperativa e i sindacati si vedranno per trasformare il preaccordo firmato nel marzo scorso in qualcosa di più concreto. In questi giorni le rispettive diplomazie hanno lavorato sottotraccia per limare alcuni dettagli e, se non ci saranno grandi intoppi, nei due giorni ci potrebbe essere la chiusura.
In gioco ci sono 481 posti di lavoro Fte (full time equivalent, quindi parametrati al tempo pieno) che, visto l’ampio ricorso al part time, corrispondono ad oltre 600 persone, delle quali gran parte nella sede di Vignale.
L’intesa dovrebbe arrivare su 36 mesi di cassa integrazione straordinaria per una larga fetta dei quasi 500 dipendenti di Vignale e per il contratto di solidarietà per i lavoratori dei punti vendita nei quali sono stati dichiarati esuberi. Un’operazione che dovrebbe consentire alla Cooperativa un risparmio di alcuni milioni di euro sul costo del lavoro della sede, obiettivo vicino ai quasi 9 che il direttore generale Canova aveva indicato come necessari in uno dei primi incontri con i sindacati.
Resta il nodo del contratto integrativo che la Cooperativa non vorrebbe rinnovare (anche se il verbale di preaccordo parla di sospensione non di disdetta) e che i sindacati invece sono disponibili solo a rinegoziare.
Non è cosa da poco, visto l’incidenza che ha sullo stipendio dei dipendenti.
L’accordo dovrebbe consentire alla Cooperativa di tornare a fare utili entro un paio di esercizi, anche se questo dipenderà anche dalle cessioni di alcuni punti vendita ritenuti non remunerativi e alla chiusura di altri.
Anche su questo c’è una frenata rispetto agli annunci iniziali e i vertici aziendali hanno fatto sapere che faranno una nuova lista entro qualche mese.
Venerdì e sabato si parlerà soprattutto di diminuzione dei costi, in particolare nella sede di Vignale e anche di organizzazione del lavoro, sia per quanto riguarda l’aspetto commerciale che la logistica. In questo senso i nuovi manager arrivati dalle “gemelle” di Firenze e dell’Emilia stanno iniziando a dare risultati.
«Non siamo disponibili — dicono dal sindacato — a parlare di disdetta del contratto integrativo, questo deve essere chiaro. Ma i margini per arrivare ad un accordo a questo punto ci sono tutti. È chiaro che non possiamo accettare che il costo del risanamento sia pagato solo dai lavoratori».
Sotto accusa è la cattiva gestione dell’azienda negli ultimi anni, quando il “buco” in bilancio si allargava fino alla situazione attuale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa