Il dolore
Ora è scontro fra renziani e orlandiani
I sostenitori del ministro replicano alle accuse. E Carla Maestrini si dissocia: «Così il clima è pesante»
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PIOMBINO. Da una parte gli orlandiani replicano ai renziani che chiedevano di abbassare i toni ma, dall’altra, è Carla Maestrini, renziana, che si dissocia dal documento pubblicato ieri sul Tirreno parlando di “incompresibile clima di scontro alimentato sulla stampa”. Certo è che le primarie del 30 aprile arrivano in un clima non proprio sereno all’interno del Pd.
«Sorprende come alla critica, tutta politica, sollevata dal comitato regionale della mozione Orlando - scrivono Alessandra Persiani, Ettore Rosalba, Giovanni Muoio e Simone De Rosas - abbia seguito un silenzio assordante da parte dei vertici regionali del Pd e si faccia invece replicare ai comitati locali cercando di spostare l’attenzione su altro. Noi abbiamo detto che dopo una sconfitta elettorale in un Comune non si può rispondere convocando la direzione regionale “per via telematica” invitando tutti i componenti di quella direzione a commissariare il partito di un territorio con un “click”, senza svolgere una discussione adeguata sui motivi che hanno provocato quella sconfitta. Si critica tanto la “democrazia del click” o “della rete” del movimento 5 stelle e poi si utilizzano gli stessi metodi. I renziani della prima e della seconda ora così come quelli del “90° minuto” rispondano su questo e lascino stare il Pd della Val di Cornia che resta il partito di uno dei pochi territori in cui, anche di recente, continua ad ottenere qualche soddisfazione elettorale: dalla vittoria non scontata del centrosinistra a Piombino, al migliore risultato toscano ottenuto alle ultime elezioni regionali, e al referendum costituzionale dove la Val di Cornia ha rappresentato l’unico territorio della Toscana costiera attraversata dalla crisi in cui il Sì si è affermato. Per questo motivo suggeriamo di tenere il Pd di questo territorio lontano da strumentalizzazioni a fini congressuali, soprattutto in questa fase dove il nostro partito coi suoi rappresentati istituzionali, a fianco dei sindacati, gioca un ruolo delicato e difficile per il futuro di questo territorio. Crediamo che tutti, dalle nostre parti, renziani e non, dovrebbero rivendicare con orgoglio i risultati che abbiamo ottenuto che sono patrimonio di tutto il partito e non solo di una parte».
Carla Maestrini. «A pochi giorni dalle primarie del 30 aprile - scrive su Facebook l’assessore all’urbanistica -, reputo incomprensibile il clima di scontro che viene alimentato sulla stampa. Mi trovo, mio malgrado, a leggere sul giornale comunicati non condivisi, in cui si invita ad abbassare i toni, salvo poi nei fatti alzarli, proprio in giornate tanto cruciali per la nostra città. Nella mia breve carriera politica, anche in occasione di passaggi duri e delicati, ho sempre scelto la via del confronto rifuggendo polemiche pretestuose e attacchi personali. Da sempre renziana, ho inteso il cambiamento in politica come rispetto dei diversi punti di vista, collaborazione in vista di progetti, condivisione delle scelte. Non guerra alle persone o, peggio ancora, guerra tra posizionamenti. In questi giorni la sala consiliare del Comune è stata occupata da lavoratori che pretendono risposte concrete per il futuro. E noi come giunta, insieme al sindaco, li abbiamo appoggiati ed accompagnati in queste giornate (e nottate), dando il nostro contributo in termini di proposte e di azioni. Questo è il mio impegno. Questo mi auspico sia l'impegno del Pd e del gruppo dirigente locale, al di là delle diverse sensibilità congressuali».
«Sorprende come alla critica, tutta politica, sollevata dal comitato regionale della mozione Orlando - scrivono Alessandra Persiani, Ettore Rosalba, Giovanni Muoio e Simone De Rosas - abbia seguito un silenzio assordante da parte dei vertici regionali del Pd e si faccia invece replicare ai comitati locali cercando di spostare l’attenzione su altro. Noi abbiamo detto che dopo una sconfitta elettorale in un Comune non si può rispondere convocando la direzione regionale “per via telematica” invitando tutti i componenti di quella direzione a commissariare il partito di un territorio con un “click”, senza svolgere una discussione adeguata sui motivi che hanno provocato quella sconfitta. Si critica tanto la “democrazia del click” o “della rete” del movimento 5 stelle e poi si utilizzano gli stessi metodi. I renziani della prima e della seconda ora così come quelli del “90° minuto” rispondano su questo e lascino stare il Pd della Val di Cornia che resta il partito di uno dei pochi territori in cui, anche di recente, continua ad ottenere qualche soddisfazione elettorale: dalla vittoria non scontata del centrosinistra a Piombino, al migliore risultato toscano ottenuto alle ultime elezioni regionali, e al referendum costituzionale dove la Val di Cornia ha rappresentato l’unico territorio della Toscana costiera attraversata dalla crisi in cui il Sì si è affermato. Per questo motivo suggeriamo di tenere il Pd di questo territorio lontano da strumentalizzazioni a fini congressuali, soprattutto in questa fase dove il nostro partito coi suoi rappresentati istituzionali, a fianco dei sindacati, gioca un ruolo delicato e difficile per il futuro di questo territorio. Crediamo che tutti, dalle nostre parti, renziani e non, dovrebbero rivendicare con orgoglio i risultati che abbiamo ottenuto che sono patrimonio di tutto il partito e non solo di una parte».
Carla Maestrini. «A pochi giorni dalle primarie del 30 aprile - scrive su Facebook l’assessore all’urbanistica -, reputo incomprensibile il clima di scontro che viene alimentato sulla stampa. Mi trovo, mio malgrado, a leggere sul giornale comunicati non condivisi, in cui si invita ad abbassare i toni, salvo poi nei fatti alzarli, proprio in giornate tanto cruciali per la nostra città. Nella mia breve carriera politica, anche in occasione di passaggi duri e delicati, ho sempre scelto la via del confronto rifuggendo polemiche pretestuose e attacchi personali. Da sempre renziana, ho inteso il cambiamento in politica come rispetto dei diversi punti di vista, collaborazione in vista di progetti, condivisione delle scelte. Non guerra alle persone o, peggio ancora, guerra tra posizionamenti. In questi giorni la sala consiliare del Comune è stata occupata da lavoratori che pretendono risposte concrete per il futuro. E noi come giunta, insieme al sindaco, li abbiamo appoggiati ed accompagnati in queste giornate (e nottate), dando il nostro contributo in termini di proposte e di azioni. Questo è il mio impegno. Questo mi auspico sia l'impegno del Pd e del gruppo dirigente locale, al di là delle diverse sensibilità congressuali».
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