Il Tirreno

campo, decisione del commissario 

«Il depuratore delle acque rimanga in esercizio»

«Il depuratore delle acque rimanga in esercizio»

CAMPO NELL’ELBA . Il depuratore delle acque domestiche di Campo, sito in località Lentisco, deve essere mantenuto in esercizio, nonostante che l’autorizzazione allo scarico sia scaduta il 14 aprile...

2 MINUTI DI LETTURA





CAMPO NELL’ELBA . Il depuratore delle acque domestiche di Campo, sito in località Lentisco, deve essere mantenuto in esercizio, nonostante che l’autorizzazione allo scarico sia scaduta il 14 aprile scorso. Lo ha disposto il commissario prefettizio di Marina di Campo, Salvatore Parascandola con un provvedimento affisso all’albo pretorio. È stata presa tale decisione per garantire la salute pubblica. Non solo. Ma anche “al fine di evitare una situazione di grave danno ambientale”. Come si è arrivati a una simile conclusione? Per una questione di natura burocratica. Asa, che gestisce sul territorio elbano l’intero ciclo delle acque e pertanto anche il depuratore del Lentisco, aveva presentato rinnovo dell’autorizzazione del depuratore campese alle fine del 2016, a seguito della scelta della Regione Toscana di far applicare la nuova disciplina autorizzativa unica ambientale (Aua) a tutti i gestori del servizio idrico integrato della regione. Pertanto l’azienda elbana si era vista “obbligata” a procedere a numerosi adempimenti integrativi previsti appunto da Aua. Senza però prendere in considerazione il fatto che la Regione, prima di rilasciare l’autorizzazione, avrebbe potuto impiegare non meno di 90 giorni. E il mantenimento in esercizio dell’impianto senza i titoli previsti avrebbe comportato al gestore responsabilità penali. Si sarebbe potuto evitare un simile scenario, solo nel caso in cui la domanda di rinnovo fosse stata presentata un anno prima della scadenza dell’autorizzazione. In tal caso lo scarico avrebbe potuto essere mantenuto in funzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nella precedente autorizzazione fino all’adozione di un nuovo provvedimento. Ma così non è stato. Ecco allora la decisione di Parascandola, surrogata dal fatto che il depuratore del Lentisco ha tutti i necessari requisiti impiantistici richiesti dalla normativa vigente e non sono state apportate o richieste modifiche rispetto al precedente assetto autorizzato. Non solo, ma il commissario prefettizio si è sentito autorizzato a richiedere il mantenimento delle funzionalità dello stesso depuratore anche per via che esso ha sempre lavorato regolarmente nel pieno rispetto di limiti e parametri di legge e ha avuto regolari controlli e campionamenti dell’Arpat. E contemporaneamente Asa ha dimostrato che l’impianto di Campo possiede comunque i requisiti per “garantire il mantenimento del regolare esercizio dell’impianto di depurazione per quanto riguarda i limiti allo scarico ivi compresa la possibilità di intervenire in emergenza”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore