Sicurezza
«Al pronto soccorso carenze gravi»
L’allarme del sindaco Mario Ferrari: con il personale ridotto all’osso possono crearsi situazioni drammatiche
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PORTOFERRAIO. «La carenza di personale sanitario al pronto soccorso e sul territorio potrebbe creare situazioni drammatiche con l’approssimarsi della stagione estiva».
A lanciare l’allarme sulla situazione sanitaria sull’isola d’Elba è il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, che in occasione della Pasqua ha scritto una lettera aperta indirizzata alla Regione Toscana e alla direzione dell’Asl Toscana Costa.
«Sono cambiati gli interpreti, i nostri interlocutori non sono più Luigi Marroni ed Eugenio Porfido ma Stefania Saccardi e Maria Teresa De Lauretis, ma la musica è sempre la stessa», scrive il primo cittadino di Portoferraio che fa il punto sui servizi sanitari - e le relative carenze - sul territorio dell’isola.
«Prima hanno creato cittadini di serie A e di serie B attraverso una politica sanitaria modulata sulla densità abitativa, poi hanno creato le aree vaste con i così detti centri di eccellenza, che i realtà sono scatole quasi vuote incapaci di soddisfare in tempi fisiologici le esigenze dei cittadini, poi si sono inventati la rete dei servizi ridistribuita su più strutture ospedaliere, rete tutt’oggi inesistente – attacca il sindaco portoferraiese – in compenso ad ogni incontro progettano e parlano usando sempre il tempo futuro. La realtà è che niente e nulla decolla, si vive in un immobilismo sconcertante, i servizi languono in una cronica carenza di personale medico e infermieristico, e i miei concittadini devono quotidianamente imbarcarsi per cercare in altri presidi servizi che potremmo definire elementari e dovuti».
Il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari sostiene come l’isola sia stata tirata dentro una rete che «consapevolmente abbiamo condiviso, ma che oggi non consideriamo fallimentare solo perché mai decollata – spiega – anche durante il nostro ultimo incontro, durante una conferenza tenutasi a Portoferraio, abbiamo consegnato a De Lauretis una nota nella quale segnalavamo le criticità del nostro presidio, le nostre fondamentali necessità, talune realizzabili a costo zero, e l’abbiamo invitata a rompere l’assordante silenzio seguito a tutte le altre numerose comunicazioni nelle quali segnalavamo lamentele, disservizi e carenze sanitarie. Ancora nessuna risposta. Nell’ormai lontano 2013 fummo rassicurati dall’allora assessore Marroni dell’ammodernamento del nostro presidio sanitario, almeno per quello che riguarda alcune strutture murarie; altre rassicurazioni ci sono pervenute in seguito, ma ciò nonostante nessuna realizzazione».
Per questo motivo Ferrari torna a sollecitare una maggiore considerazione per i problemi della sanità elbana, a partire dai servizi condivisibili e programmabili con gli altri presìdi, a rivalutare il sistema emergenza urgenza che, secondo Ferrari, è ormai relegato all’uso dell’elisoccorso, a sollecitare la ristrutturazione degli ambienti di lavoro e degenza, «in modo – spiega il sindaco della città medicea – da garantire il rispetto della dignità, oltre che dei pazienti, anche dei medici e degli infermieri oggi costretti ad operare con turni e ritmi snervanti in locali dove le condizioni ambientali sembrano non rispettare le condizioni igienico sanitarie».
Discorso a parte merita la questione del pronto soccorso: «Purtroppo, ed è certo, le condizioni non sono migliori su tutto il territorio provinciale – spiega Ferrari – e quello che desta meraviglia è l’ingiustificato silenzio istituzionale con il quale probabilmente si cerca di nascondere la crisi sanitaria delle strutture più periferiche, una situazione che diviene ogni giorno più difficile per i pazienti e gli operatori sanitari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
A lanciare l’allarme sulla situazione sanitaria sull’isola d’Elba è il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, che in occasione della Pasqua ha scritto una lettera aperta indirizzata alla Regione Toscana e alla direzione dell’Asl Toscana Costa.
«Sono cambiati gli interpreti, i nostri interlocutori non sono più Luigi Marroni ed Eugenio Porfido ma Stefania Saccardi e Maria Teresa De Lauretis, ma la musica è sempre la stessa», scrive il primo cittadino di Portoferraio che fa il punto sui servizi sanitari - e le relative carenze - sul territorio dell’isola.
«Prima hanno creato cittadini di serie A e di serie B attraverso una politica sanitaria modulata sulla densità abitativa, poi hanno creato le aree vaste con i così detti centri di eccellenza, che i realtà sono scatole quasi vuote incapaci di soddisfare in tempi fisiologici le esigenze dei cittadini, poi si sono inventati la rete dei servizi ridistribuita su più strutture ospedaliere, rete tutt’oggi inesistente – attacca il sindaco portoferraiese – in compenso ad ogni incontro progettano e parlano usando sempre il tempo futuro. La realtà è che niente e nulla decolla, si vive in un immobilismo sconcertante, i servizi languono in una cronica carenza di personale medico e infermieristico, e i miei concittadini devono quotidianamente imbarcarsi per cercare in altri presidi servizi che potremmo definire elementari e dovuti».
Il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari sostiene come l’isola sia stata tirata dentro una rete che «consapevolmente abbiamo condiviso, ma che oggi non consideriamo fallimentare solo perché mai decollata – spiega – anche durante il nostro ultimo incontro, durante una conferenza tenutasi a Portoferraio, abbiamo consegnato a De Lauretis una nota nella quale segnalavamo le criticità del nostro presidio, le nostre fondamentali necessità, talune realizzabili a costo zero, e l’abbiamo invitata a rompere l’assordante silenzio seguito a tutte le altre numerose comunicazioni nelle quali segnalavamo lamentele, disservizi e carenze sanitarie. Ancora nessuna risposta. Nell’ormai lontano 2013 fummo rassicurati dall’allora assessore Marroni dell’ammodernamento del nostro presidio sanitario, almeno per quello che riguarda alcune strutture murarie; altre rassicurazioni ci sono pervenute in seguito, ma ciò nonostante nessuna realizzazione».
Per questo motivo Ferrari torna a sollecitare una maggiore considerazione per i problemi della sanità elbana, a partire dai servizi condivisibili e programmabili con gli altri presìdi, a rivalutare il sistema emergenza urgenza che, secondo Ferrari, è ormai relegato all’uso dell’elisoccorso, a sollecitare la ristrutturazione degli ambienti di lavoro e degenza, «in modo – spiega il sindaco della città medicea – da garantire il rispetto della dignità, oltre che dei pazienti, anche dei medici e degli infermieri oggi costretti ad operare con turni e ritmi snervanti in locali dove le condizioni ambientali sembrano non rispettare le condizioni igienico sanitarie».
Discorso a parte merita la questione del pronto soccorso: «Purtroppo, ed è certo, le condizioni non sono migliori su tutto il territorio provinciale – spiega Ferrari – e quello che desta meraviglia è l’ingiustificato silenzio istituzionale con il quale probabilmente si cerca di nascondere la crisi sanitaria delle strutture più periferiche, una situazione che diviene ogni giorno più difficile per i pazienti e gli operatori sanitari».
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