Il dolore
Tra Naspi e pensione tre mesi senza soldi
La storia di Fabrizio Fusi, operaio con 41 anni di contributi, e di una norma del patto di stabilità
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PIOMBINO. Ha 58 anni, Fabrizio Fusi. Il suo è un volto noto, sulla piazza. Da quando non lavora, capita di incontrarlo in centro, in qualche capannello di (ex)lavoratori come lui. Alle manifestazioni. O in sala consiliare, al presidio delle rsu Aferpi e Logistics. E anche sotto i riflettori di qualche tv che ha scoperto il caso Piombino più o meno di recente.
Fusi arriva da Massa e ha fatto tanti lavori. Marmista, boscaiolo, guardia giurata. Poi, l’ingresso in una ditta dell’indotto siderurgico. Prima Sifi, poi Tre Emme. Il cantiere piombinese, dopo un anno di crisi, ha chiuso i battenti e licenziato. Con tutti i problemi economici conseguenti per chi, come lui, ha famiglia. Ma anche senza, è un bel problema. E i disagi sono ben noti alla città considerata un tempo una specie di Eldorado. Con le ciminiere che trainavano un intero comprensorio.
Fusi va avanti con 600 euro al mese. È il risultato della Naspi, l’ammortizzatore sociale da cui progressivamente viene decurtata una percentuale dello stipendio iniziale. Copertura che scadrà il 15 maggio.
Il punto però, è anche un altro. Lui è un cosiddetto lavoratore precoce. Ha cominciato giovanissimo e ora sul suo libretto contributivo ci sono 41 anni di “marchette”, come si chiamavano una volta.
«Secondo quanto contenuto nella Legge di stabilità — afferma, documenti alla mano — per poter accedere alla pensione devo stare tre mesi senza forme di sostegno al reddito. Quindi, senza neanche quei 600 euro della Naspi che comunque stanno per scadere».
Secondo alcune interpretazioni, poi, i tre mesi di vuoto potrebbero valere anche nel caso in cui, finiti gli ammortizzatori, i precoci, aspettando la pensione, trovassero un’occupazione. Il problema, insomma, slitterebbe semplicemente. «E non è neanche chiaro — afferma — quando materialmente arriverebbe l’assegno dell’Inps». Per le persone che arrivano da anni di seria difficoltà, «e che già rinunciano a curarsi», per dirla con le parole di Fusi, non è una cosa di poco conto. «Se lo Stato mi dice che con 41 anni di contributi posso accedere al trattamento, perché devo stare 3 mesi senza un euro»? La domanda di Fusi è questa. «Per me, che è come se arrivassi da tre anni di galera — conclude — sarebbero tre mesi in più. Da innocente» .
Valeria Parrin i
Fusi arriva da Massa e ha fatto tanti lavori. Marmista, boscaiolo, guardia giurata. Poi, l’ingresso in una ditta dell’indotto siderurgico. Prima Sifi, poi Tre Emme. Il cantiere piombinese, dopo un anno di crisi, ha chiuso i battenti e licenziato. Con tutti i problemi economici conseguenti per chi, come lui, ha famiglia. Ma anche senza, è un bel problema. E i disagi sono ben noti alla città considerata un tempo una specie di Eldorado. Con le ciminiere che trainavano un intero comprensorio.
Fusi va avanti con 600 euro al mese. È il risultato della Naspi, l’ammortizzatore sociale da cui progressivamente viene decurtata una percentuale dello stipendio iniziale. Copertura che scadrà il 15 maggio.
Il punto però, è anche un altro. Lui è un cosiddetto lavoratore precoce. Ha cominciato giovanissimo e ora sul suo libretto contributivo ci sono 41 anni di “marchette”, come si chiamavano una volta.
«Secondo quanto contenuto nella Legge di stabilità — afferma, documenti alla mano — per poter accedere alla pensione devo stare tre mesi senza forme di sostegno al reddito. Quindi, senza neanche quei 600 euro della Naspi che comunque stanno per scadere».
Secondo alcune interpretazioni, poi, i tre mesi di vuoto potrebbero valere anche nel caso in cui, finiti gli ammortizzatori, i precoci, aspettando la pensione, trovassero un’occupazione. Il problema, insomma, slitterebbe semplicemente. «E non è neanche chiaro — afferma — quando materialmente arriverebbe l’assegno dell’Inps». Per le persone che arrivano da anni di seria difficoltà, «e che già rinunciano a curarsi», per dirla con le parole di Fusi, non è una cosa di poco conto. «Se lo Stato mi dice che con 41 anni di contributi posso accedere al trattamento, perché devo stare 3 mesi senza un euro»? La domanda di Fusi è questa. «Per me, che è come se arrivassi da tre anni di galera — conclude — sarebbero tre mesi in più. Da innocente» .
Valeria Parrin i
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