Il Tirreno

«Serve un nuovo Accordo di programma» 

di Cristiano Lozito
«Serve un nuovo Accordo di programma» 

Giuliani scrive a Gentiloni per chiedere interventi sulle infrastrutture e un cambio di passo: «Scarsa efficacia di alcune misure»

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PIOMBINO. Il Governo intensifichi la sua azione a garanzia degli impegni assunti con il contratto firmato il 30 giugno 2015, e nel caso il 19 al Mise «si palesassero nuovi annunci senza alcun piano dettagliato di investimenti con precisi cronoprogrammi, denunci le inadempienze contrattuali di Cevital». Ma il Governo deve pensare anche alla rimodulazione degli ammortizzatori sociali, con «la conferma delle garanzie legate alla Legge Marzano» e se da Issad Rebrab il 19 arriveranno solo impegni vaghi sulle acciaierie, valuti la possibilità del «rilancio del commissariamento parallelamente alla ricerca di nuovi e affidabili interlocutori». Tutto ciò «anche prevedendo interventi diretti sul piano economico e delle garanzie finanziarie per assicurare la continuità produttiva e la ripresa delle attività siderurgiche».
Sono questi in sintesi i primi tre punti di una lettera inviata dal sindaco Massimo Giuliani e condivisa dalla giunta, al premier Paolo Gentiloni, ai ministri Carlo Calenda e Giuliano Poletti, e al presidente della Regione, Enrico Rossi.
Giuliani in conclusione della lettera fa un richiamo «all’urgenza di individuare risorse e soggetti del settore delle demolizioni industriali», non solo con l’obiettivo di «rendere più rapida la reindustrializzazione e l’uso delle aree», ma anche per garantire il rispetto «della sicurezza e dell’ambiente».
Se nella sostanza i temi e le richieste sono in linea con quelle del documento inviato a Gentiloni dai sindacati nei giorni scorsi, il cuore politico della lettera di Giuliani al premier è al quarto e penultimo punto, in cui il sindaco chiede «un nuovo e adeguato Accordo di programma», giudicando «evidente» come le misure di quelli precedenti, del 2013 e 2014, «in alcuni casi abbiano dato risultati molto soddisfacenti», mentre in altri «non hanno raggiunto l’efficacia attesa».
Insomma il Governo pensi a mettere soldi a Piombino perché bisogna «ridefinire o implementare alcune di queste misure» e il riferimento è ai problemi infrastrutturali, e cioè «il completamento del porto e della bretella di collegamento 398», oltre che alla necessità di «sostegno alle aziende e ai lavoratori dell’indotto.
Ma non c’è solo la necessità di un nuovo impegno economico da parte del Governo, perché secondo Giuliani serve anche un cambio di passo nella governance, «prevedendo modalità aggiornate di governo e di gestione ordinaria delle vecchie e nuove misure previste dagli accordi».
Intanto le segreterie e le rsu dei metalmeccanici continuano a raccogliere adesioni (anche nella sala consiliare dove prosegue l’occupazione), per partecipare alla trasferta al Mise del 19. Ieri sera erano 330 le firme, per un totale di 6/7 pullman, ma il sindacato continua a rilanciare l’invito alla partecipazione a tutta la cittadinanza, annunciando che sarà possibile iscriversi anche in questi giorni di festa, e fino a martedì 18 alle nove.
Il 19 il ritrovo è fissato alle 7 alla portineria centrale Aferpi con partenza alle 7,30, poi alle 7,45 fermata a Venturina davanti alla Fiera, quindi alle 8 tappa a Follonica al distributore Agip al bivio Rondelli. Da Cecina partenza alle 7,15 dal bar La Dolcevita e alle 7,45 dal distributore Esso di San Vincenzo nord.

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