Il Tirreno

PIOMBINO

Ora più solidarietà e meno sprechi: nasce “Open Heart”

di Cecilia Cecchi
Un momento della presentazione alla saletta rossa del Comune
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Un momento della presentazione alla saletta rossa del Comune

Presentata la App realizzata dagli studenti Isis per semplificare il recupero e la donazione di cibo tra negozi e associazioni

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PIOMBINO. Con o senza trecce. Persino sulla pettinatura della bambina nel logo col cuore (che, non a caso, tira su il maschietto) hanno studiato a lungo. Nessun colore di pelle, né naso né bocca: naturale vedere un sorriso. Il logo è quello dell’App “Open heart Un click che scalda il cuore”: indifferenza zero (apprezzatissimo sottotitolo), realizzata dagli studenti; connessa — come detto dai ragazzi nella presentazione — alla “Legge del buon samaritano”, pensata per incoraggiare le donazioni di cibo pronto e non consumato.

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App che la San Vincenzo de’Paoli di Piombino, una volta testata la funzionalità, è pronta ad esportare alle 88 conferenze d’Italia e senza limiti geografici. In saletta rossa l’incontro dedicato al progetto alternanza scuola lavoro (no-profit Junior Achievment, tra le esperienze riconosciute dal Miur) ma per davvero.

 

«Si tratta di “Impresa in Azione” — spiegano gli studenti — nata nel settembre 2016 dalla collaborazione tra due quarte Isis “Carducci-Volta-Pacinotti: IV B dell’Ipsia indirizzo manutenzione — assistenza tecnica e IV C del liceo scienze applicate, per facilitare la collaborazione tra associazioni di beneficenza e imprenditori di piccoli e grandi negozi». App di semplice utilizzo, per recupero e donazione, da parte di attività commerciali, delle eccedenze alimentari a quelle associazioni come la San Vincenzo de’Paoli, che distribuiscono pasti a persone bisognose. Per eccedenze si intendono i prodotti alimentari, agricoli che, mantenendo i requisiti di igiene e sicurezza del prodotto, risultano invenduti e non somministrati per carenza di domanda.
Ci sono la dirigente Isis Gabriella Raimo, gli insegnanti di supporto al progetto Elvira Nizza, Luca Tinacci e Michele Collavitti, e — appunto — una rappresentanza degli studenti che si sono impegnati: Luca Mimbrone, Marina Di Francesco, Giulia Parenti, Ferdinando Favilli, Nicola Pastorella, Baldassarre Ruocco.

Poi pure il presidente della San Vincenzo Enrico Eleuteri con la vicepresidente Cristina Guerra e l’assessora alla pubblica istruzione Margherita Di Giorgi. «Obiettivo — affermano gli studenti — venire incontro ai bisogni della città in questo momento particolarmente difficile, combattendo gli sprechi alimentari. L’idea? Quando abbiamo visto un annuncio sul giornale che parlava della difficoltà della San Vincenzo de’Paoli a reperire alimenti. Da qui il progetto di creare un’app che semplificasse la relazione tra i negozi di generi alimentari e l’associazione».
«Scuola entusiasta della scelta — assicura Gabriella Raimo — che mette insieme le due anime della formazione quella professionale e quella più prettamente educativa».

Un grazie dalla San Vincenzo che «somministra oltre 500 pasti a settimana — ricorda Enrico Eleuteri — Si devono intendere 500 persone che settimanalmente vengono aiutate con pacchi alimentari (circa 150 famiglie). Poi ci sono i circa 45 pasti giornalieri forniti dalla mensa monsignor Tonini, dal lunedì al sabato. Sarà un modo per poter coinvolgere anche panetterie e tutti i piccoli negozi che spesso ci chiamano senza poter essere inseriti nel giro della grande distribuzione. Siamo un’organizzazione internazionale — assicura Eleuteri — una volta che questo strumento sarà partito saremo in grado di applicarlo ad ampio raggio e non solo per la nostra sede. Grazie ragazzi, dateci dentro, pensate in grande ne va del futuro».


Soddisfazione da parte dell’amministrazione; Di Giorgi, ringraziando la scuola, parla «di passione e di sensibilità da parte dei giovani. In questo momento difficile — sottolinea — c’è bisogno di sapere che i giovani sono dalla parte dei più deboli. Interessante l’idea di una rete coi commercianti per ridurre lo spreco. “Indifferenza zero” ci ha conquistato, la città ne ha bisogno». Per aderire a questa rete di solidarietà basta scaricare l’App (disponibile già per Android, dalla prossima settimana pure per Apple) e registrare a titolo gratuito l’azienda, indicando la tipologia di prodotti e quantità che si intendono donare, prenotare il ritiro con un click, attendere che un operatore venga a ritirare.
Collaborazione e competenze diverse: comunque un’idea imprenditoriale (dalla pubblicità ricavo reale) che gli studenti cureranno nel lancio andando di negozio in negozio per promuovere una buona pratica a servizio della solidarietà e pure dell’ambiente.
 

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