Il Tirreno

Cinque stelle contro la Saccardi: "Sui concorsi, dichiarazioni disarmanti"

Cantone e Quartini davanti all'ospedale di Portoferraio
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Cantone e Quartini davanti all'ospedale di Portoferraio

I consiglieri regionali Cantone e Quartini attaccano l’assessora: il problema della sanità elbana non si affronta coi ricatti

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PORTOFERRAIO. «Non è con le punizioni o con i ricatti che si affronta il problema della sanità all’Isola d’Elba». I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Enrico Cantone e Andrea Quartini bocciano la linea dell’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, che in un’intervista rilasciata al Tirreno ha ribadito come la Regione intenda inserire clausole nei concorsi di medici e infermieri, in base a cui chi rifiuterà l’impiego sull’isola sarà estromesso dalle graduatorie.

«Le dichiarazioni dell’assessore Stefania Saccardi sono disarmanti — attaccano i consiglieri regionali pentastellati — non ne comprendiamo il tono imperante. Quanto afferma potrebbe essere giusto se si ignorasse completamente il fattore umano. Ma, chiediamoci, con quale entusiasmo un medico, un infermiere o un operatore socio sanitario possano esercitare la loro professione sotto una serie di costrizioni e non di scelte. Il tutto a discapito dell’utenza, già penalizzata vivendo su un’isola».

Cantone e Quartini ricordano come durante la visita del vice presidente della Camera Luigi Di Maio «abbiamo suggerito, al contrario, la creazione percorsi agevolati per tutti quei medici ed infermieri che vogliano esercitare la loro professione all’Elba. È paradossale che passino anni prima che, chi vuole, sia assegnato al Presidio di Portoferraio, il tutto a causa di lungaggini burocratiche interne all’azienda. Occorrono piuttosto incentivi iniziali, cosicché la permanenza di chi viene assegnato all’Elba possa poi trasformarsi in qualcosa di stabile. Ad esempio, l’azienda potrebbe stipulare accordi con il Comune per quanto riguarda le locazioni, agevolazioni rispetto ai prezzi di mercato per i primi due anni, raddoppiare il punteggio in graduatoria con vincolo di servizio di almeno tre anni. Sono alcune delle soluzioni possibili che, pur non comportando un rilevante impatto economico, permetterebbero d’altro canto ai medici di lavorare con serenità ed ai pazienti di avere personale qualificato e costante per 365 giorni all’anno. Ora, invece, assistiamo ad un fuggi fuggi generale che crea disagio agli utenti, costretti puntualmente a rivolgersi ai servizi in terra ferma, addirittura per la mancanza di professionisti in loco».

Secondo il M5S l’Elba dev’essere riconosciuta come zona “disagiata”, con tutte le conseguenze e gli incentivi del caso. «Quel che afferma Stefania Saccardi è legge – aggiungono Quartini e Cantone – le graduatorie nazionali già sono regolate in modo da essere depennate in caso di rinuncia, eppure all’Elba le cose funzionano diversamente. Insomma, non è chiaro quali siano le intenzioni per cambiare ancora, in peggio, la sanità elbana ed i suoi professionisti. È assurdo pensare di ignorare le problematiche legate all’insularità, il diritto di chi risiede o si reca in una zona isolata, e sovrappopolata nei mesi estivi, a ricevere le cure in loco. Il diritto ad un ospedale efficiente dove non siano solo i costi a rilevare; senza considerare che, nel sistema attuale, alla fine, i costi per il sistema sanitario (trasferimenti per cure malati cronici, degenze, elicottero) risultano incrementati».

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di Redazione web