Proteste
Aferpi, la crisi non si sblocca
di Cristiano Lozito
Non arrivano i soldi di Rebrab, ma l’azienda dà l’ok al prolungamento della solidarietà
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PIOMBINO. Un’altra giornata di occupazione della sala consiliare, con i sindacati e il sindaco Massimo Giuliani impegnati in dirette e interviste tv (La7 e Tg1) che hanno soddisfatto per un giorno l’aspirazione di Fim, Fiom, Uilm e Ugl di spostare la vertenza Aferpi su un piano di interesse nazionale.
Questo è infatti uno degli obiettivi di rsu e segreterie metalmeccaniche che continuano a raccogliere adesioni nelle sedi sindacali, nei banchetti e nella sala consiliare, per riempire i pullman in vista della trasferta al Mise di mercoledì prossimo, l9 aprile.
Ieri poi è arrivata la firma dell’azienda, necessaria al prolungamento dei contratti di solidarietà per gli oltre duemila dipendenti di Aferpi.
Quello che in un altro momento sarebbe stato un fatto normale è diventato così una notizia, visto che in ambienti sindacali si spiega come un rinvio da parte dell’azienda sarebbe stato giudicato un segnale particolarmente negativo a pochi giorni dall’incontro al Mise, anche considerando la distanza che si era creata tra le parti dopo l’ultimo confronto al ministero.
Ieri pomeriggio dunque il confronto era al buio, tenendo presente anche il fatto che per la prima volta al tavolo non c’era più l’ad Fausto Azzi, dimissionario dalla fine del mese scorso, e che la posizione della proprietà algerina era sconosciuta.
Si trattava di firmare, sindacati e azienda, l’istanza da presentare poi al ministero del Lavoro, che sanciva l’intenzione di proseguire con i contratti di solidarietà nel secondo biennio fissato dall’accordo del 30 giugno 2015, che prevedeva appunto quattro anni di solidarietà, divisi in due bienni, col rinnovo da concordare alla fine dei primi due anni.
Tutto ciò andava fatto entro il 20 aprile (anche se poi il ministero lo esaminerà entro il 30 giugno) per godere delle previsioni pre-jobs act.
Ieri dunque segreterie dei metalmeccanici e rsu si sono trovate di fronte al capo del personale, Riccardo Grilli, e a due dei tre membri del nuovo comitato esecutivo, Sergio Simoni e Amin Rezig. I dirigenti Aferpi hanno spiegato inizialmente di non avere un mandato per firmare l’istanza, ma dopo una sospensione è stato comunicato l’ok aziendale arrivato con una telefonata al ceo di Cevital, Said Benikene.
Risultato positivo ma che il sindacato non ha enfatizzato, giudicandolo una pratica amministrativa che non sposta i termini delle questioni di fondo. La situazione infatti resta grave, col solo treno rotaie che ha ripreso a marciare, e nessuna traccia dei 15 milioni che ormai un mese fa Issad Rebrab si era impegnato a versare per l’acquisto dei semiprodotti.
Oggi è il giorno della visita dei rappresentanti nazionali dei sindacati metalmeccanici, incontri che però avverranno nelle varie sedi e non nella sala consiliare occupata, decisione giudicata «gravissima» da Camping Cig — Articolo 1 perché «col rifiuto di incontrare i lavoratori in un confronto pubblico per fissare il mandato con cui le segreterie andranno a trattare il 19, si affossa ogni forma di democrazia sindacale».
Questo è infatti uno degli obiettivi di rsu e segreterie metalmeccaniche che continuano a raccogliere adesioni nelle sedi sindacali, nei banchetti e nella sala consiliare, per riempire i pullman in vista della trasferta al Mise di mercoledì prossimo, l9 aprile.
Ieri poi è arrivata la firma dell’azienda, necessaria al prolungamento dei contratti di solidarietà per gli oltre duemila dipendenti di Aferpi.
Quello che in un altro momento sarebbe stato un fatto normale è diventato così una notizia, visto che in ambienti sindacali si spiega come un rinvio da parte dell’azienda sarebbe stato giudicato un segnale particolarmente negativo a pochi giorni dall’incontro al Mise, anche considerando la distanza che si era creata tra le parti dopo l’ultimo confronto al ministero.
Ieri pomeriggio dunque il confronto era al buio, tenendo presente anche il fatto che per la prima volta al tavolo non c’era più l’ad Fausto Azzi, dimissionario dalla fine del mese scorso, e che la posizione della proprietà algerina era sconosciuta.
Si trattava di firmare, sindacati e azienda, l’istanza da presentare poi al ministero del Lavoro, che sanciva l’intenzione di proseguire con i contratti di solidarietà nel secondo biennio fissato dall’accordo del 30 giugno 2015, che prevedeva appunto quattro anni di solidarietà, divisi in due bienni, col rinnovo da concordare alla fine dei primi due anni.
Tutto ciò andava fatto entro il 20 aprile (anche se poi il ministero lo esaminerà entro il 30 giugno) per godere delle previsioni pre-jobs act.
Ieri dunque segreterie dei metalmeccanici e rsu si sono trovate di fronte al capo del personale, Riccardo Grilli, e a due dei tre membri del nuovo comitato esecutivo, Sergio Simoni e Amin Rezig. I dirigenti Aferpi hanno spiegato inizialmente di non avere un mandato per firmare l’istanza, ma dopo una sospensione è stato comunicato l’ok aziendale arrivato con una telefonata al ceo di Cevital, Said Benikene.
Risultato positivo ma che il sindacato non ha enfatizzato, giudicandolo una pratica amministrativa che non sposta i termini delle questioni di fondo. La situazione infatti resta grave, col solo treno rotaie che ha ripreso a marciare, e nessuna traccia dei 15 milioni che ormai un mese fa Issad Rebrab si era impegnato a versare per l’acquisto dei semiprodotti.
Oggi è il giorno della visita dei rappresentanti nazionali dei sindacati metalmeccanici, incontri che però avverranno nelle varie sedi e non nella sala consiliare occupata, decisione giudicata «gravissima» da Camping Cig — Articolo 1 perché «col rifiuto di incontrare i lavoratori in un confronto pubblico per fissare il mandato con cui le segreterie andranno a trattare il 19, si affossa ogni forma di democrazia sindacale».
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