Il Tirreno

Un tavolo per gestire la situazione idrica 

Un tavolo per gestire la situazione idrica 

Entro la fine di aprile i sindaci incontreranno Asa per decidere insieme le misure in vista dell’estate

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PORTOFERRAIO. Un tavolo entro la fine del mese di aprile tra i sindaci dell’isola d’Elba e Asa, il gestore delle risorse idriche sull’isola. È quanto hanno proposto i sindaci chiedendo al viceprefetto Giovanni Daveti di fare opera di coordinamento. La mossa dei sindaci arriva dopo la presa di posizione pubblica di Asa che, la scorsa settimana, ha lanciato l’allarme nel corso di una conferenza stampa circa il livello molto basso della falda acquifera e la possibilità di un razionamento delle risorse idriche nei mesi estivi. «Abbiamo preso atto della situazione critica delineata da Asa – hanno spiegato la sindaca Anna Bulgaresi e il vice sindaco di Porto Azzurro Angelo Banfi – per questo abbiamo chiesto al viceprefetto di convocare un tavolo a cui siederanno anche gli albergatori dell’isola d’Elba e le associazioni dei consumatori. Vogliamo capire la reale situazione e concordare con Asa le misure per gestire la situazione nei prossimi mesi». Nel corso della conferenza Asa ha delineato quali potrebbero essere gli interventi necessari per risolvere a medio e lungo termine la questione della scarsità di risorse idriche sul territorio. In seguito il direttore generale di Ait (Autorità idrica toscana) Alessandro Mazzei ha invitato i Comuni elbani a fare la propria parte riguardo al finanziamento del progetto del dissalatore di Mola, la cui progettazione dovrebbe essere completata a luglio. Agli enti locali spetterebbe una parte di finanziamento pari a 3,5 milioni di euro. Se al sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, non è piaciuta la gestione definita «allarmistica» della questione da parte di Asa, il sindaco di Capoliveri (sul cui territorio ricade il dissalatore) Ruggero Barbetti cerca di fare chiarezza. «Una parte di quel finanziamento è a carico dei Comuni elbani e della Val di Cornia, secondo quanto prevedeva un accordo sottoscritto alcuni anni fa – spiega – un’altra parte dovrebbe essere garantita tramite finanziamenti esterni che so che Asa e Ait stanno cercando. È chiaro che i Comuni non sono in grado di sostenere da soli tutto il peso dei 3,5 milioni. In ogni caso stiamo andando avanti con le procedure e sono certo che si troverà una soluzione per un progetto che, secondo tutte le parti in causa, è strategico».

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