Il Tirreno

Consiglio comunale alla vigilia dell’incontro 

Consiglio comunale alla vigilia dell’incontro 

Approvata la richiesta di Callaioli (Rifondazione) per una seduta straordinaria mentre domani arriveranno i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm

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PIOMBINO. Consiglio comunale straordinario alla vigilia dell’incontro al Mise, previsto per mercoledì prossimo.
I lavori di martedì inizieranno alle 9. La presidenza del consiglio ha accolto la richiesta di Fabrizio Callaioli (Rifondazione comunista) formulata un paio di giorni fa.
Una proceduta irrituale, legata alla gravità del momento e all’occupazione della sala consiliare da parte delle Rsu, letta come richiesta di attenzione rivolta alle forze politiche. «Una seduta - chiedeva Callaioli - aperta agli interventi di tutti».
Nel frattempo le Rsu continuano la raccolta di prenotazioni dei posti-bus. L’obiettivo è quello di portare a Roma più persone possibili. Superando le 350 adesioni ricevute quando, nonostante pareri discordanti, fu deciso di sospendere la manifestazione sotto le finestre del ministero. Perchè l’incontro era stato cancellato a causa dell’assenza di Aferpi. Subito dopo la decisione di allestire un presidio permanente in Comune.
L’agenda della mobilitazione di Fim, Fiom, Uilm e Ugl segna per oggi alle 14,30 un incontro con le Rsu delle imprese dell’indotto mentre alle 17 alcuni parteciperanno all’incontro promosso dalle associazioni “Restiamo umani” e “Ruggero Toffolutti” per la preparazione della serata “Bella ciao, cantiamola in piazza”, anticipata a martedì come segno di vicinanza ai lavoratori e connotata anche dall’emergenza attuale.
Domani l’agenda prevede l’arrivo di tre rappresentanti nazionali. Al mattino Rosario Rappa (Fiom) si riunirà con i delegati della sua organizzazione negli uffici di via Roma. Nel frattempo il presidio in Comune sarà coperto dalle altre organizzazioni. Nel pomeriggio, operazione inversa con la Fiom che resterà in sala consiliare mentre Gugliemo Gambardella (Uilm) e Raffaele Apetino o Nicola Alberta (Fim) si incontreranno separatamente nelle proprie sedi.
«Non ci sarà il consiglio di fabbrica aperto con i segretari nazionali per incompatibilità tra i loro impegni», fanno sapere fonti sindacali.
Sulla situazione Aferpi interviene anche il partito dei Comunisti italiani per il quale «La mobilitazione in corso, che vede impegnate le rsu Aferpi e i sindacati di categoria territoriali, che sta contrassegnando la città, i lavoratori, l’amministrazione comunale, ha il merito di richiamare tutti alle loro responsabilità e sta tenendo aperta la strada per una vertenza sui tavoli nazionali in cui Aferpi e Governo si assumano, a questo punto, una definitiva responsabilità».Il PdCi ritiene che «se ad una verifica stringente e, a questo punto definitiva, ci trovassimo di fronte un imprenditore inadempiente ai suoi impegni, il governo deve assumersi la risoluzione di un problema che non può restare confinato a Piombino ma va inserito all’interno dei piani di rilancio della siderurgia nazionale».
Nella nota si esprime preoccupazione «nell’osservare che alle urgenze di rilancio produttivo si risponda da alcune parti con atteggiamenti rinunciatari, prospettando fantomatici piani B che prevederebbero non più la produzione dell’acciaio ma solo la sua trasformazione, il che significherebbe pesanti perdite di posti senza garanzie per il futuro. Da altre ancora - si aggiunge - si pensa ad una irrealistica ed illusoria via di uscita nell’unica direzione dello sviluppo del turismo, settore in crescita e di indubbio interesse per la diversificazione della nostra area, ma da solo insufficiente a garantire la tenuta economica e occupazionale di Piombino e di tutta la Val di Cornia».

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