Sicurezza
Aferpi, attesa per un segnale del Governo
di Cristiano Lozito
In settimana possibile consiglio di fabbrica con i segretari nazionali. E si moltiplicano le voci sull’interessamento di British Steel
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PIOMBINO. Sarà la giornata di domani quella in cui rsu e segreterie dei metalmeccanici dopo cinque giorni di occupazione della sala consiliare faranno il punto della situazione: c’è da mettere a punto la strategia per tenere alta l’attenzione sulla vertenza Aferpi in vista dell’incontro del 19. Possibile che a metà settimana si tenga un consiglio di fabbrica con i segretari nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl.
Ma è attesa anche una mossa politica da parte del Governo dopo la lettera a perta dei sindacati al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e ai ministri Carlo Calenda e Giuliano Poletti.
Cevital il 19 sarà a Roma, come confermano fonti aziendali, ma questo è l’unico segnale che arriva da Algeri sul fatto che Issad Rebrab non ha abbandonato la partita. Peraltro non sono ancora arrivati i 15 milioni promessi al ministro Carlo Calenda nel vertice del 27 marzo. Domani invece è attesa la ripartenza del treno rotaie, con poco meno di 30mila tonnellate di blumi scaricati sul porto in questi giorni.
Blumi che arrivano da British Steel, su cui nelle ultime ore si sono moltiplicate le voci di un interessamento sempre più marcato sulla situazione di Aferpi. Approcci che nessuno sa dove potranno portare, ma è certo che il Governo segue con grande attenzione quella pista così come quella di Jindal, resa però più tortuosa dall’allungamento dei tempi per la gara di Taranto, dove non solo la decisione attesa per il 6 aprile slitterà di almeno un mese ma non viene nemmeno esclusa la possibilità di un’ulteriore fase di rilancio dopo la decisione dei commissari straordinari.
Ieri infine dopo le dichiarazioni di Rosario Rappa (Fiom) e Rocco Palombella (Uilm), sono arrivate quelle del coordinatore nazionale per la siderurgia della Fim, Raffaele Apetino, secondo cui «i ritardi accumulati in questi anni sul mancato rispetto degli accordi e della loro attuazione nei tempi, stanno portando all’esasperazione i lavoratori».
Per Apetino quindi per il 19 aprile il sindacato si aspetta «che il Governo si assuma definitivamente la responsabilità affinché ci sia una risposta chiara sui tempi dell’attuazione del Piano industriale e dell’accordo di programma sottoscritto ormai più di due anni fa il 30 giugno del 2015. Issad Rebrab non può continuare a rinviare la realizzazione del piano industriale di Piombino senza dare risposte, non è più tollerabile per i lavoratori le loro famiglie e il territorio. La città intera si è stretta intorno ai lavoratori in lotta, l’acciaieria rappresenta una risorsa troppo importante per l’economia e il futuro del territorio. Piombino — conclude — deve tornare al più presto a colare acciaio».
Ma è attesa anche una mossa politica da parte del Governo dopo la lettera a perta dei sindacati al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e ai ministri Carlo Calenda e Giuliano Poletti.
Cevital il 19 sarà a Roma, come confermano fonti aziendali, ma questo è l’unico segnale che arriva da Algeri sul fatto che Issad Rebrab non ha abbandonato la partita. Peraltro non sono ancora arrivati i 15 milioni promessi al ministro Carlo Calenda nel vertice del 27 marzo. Domani invece è attesa la ripartenza del treno rotaie, con poco meno di 30mila tonnellate di blumi scaricati sul porto in questi giorni.
Blumi che arrivano da British Steel, su cui nelle ultime ore si sono moltiplicate le voci di un interessamento sempre più marcato sulla situazione di Aferpi. Approcci che nessuno sa dove potranno portare, ma è certo che il Governo segue con grande attenzione quella pista così come quella di Jindal, resa però più tortuosa dall’allungamento dei tempi per la gara di Taranto, dove non solo la decisione attesa per il 6 aprile slitterà di almeno un mese ma non viene nemmeno esclusa la possibilità di un’ulteriore fase di rilancio dopo la decisione dei commissari straordinari.
Ieri infine dopo le dichiarazioni di Rosario Rappa (Fiom) e Rocco Palombella (Uilm), sono arrivate quelle del coordinatore nazionale per la siderurgia della Fim, Raffaele Apetino, secondo cui «i ritardi accumulati in questi anni sul mancato rispetto degli accordi e della loro attuazione nei tempi, stanno portando all’esasperazione i lavoratori».
Per Apetino quindi per il 19 aprile il sindacato si aspetta «che il Governo si assuma definitivamente la responsabilità affinché ci sia una risposta chiara sui tempi dell’attuazione del Piano industriale e dell’accordo di programma sottoscritto ormai più di due anni fa il 30 giugno del 2015. Issad Rebrab non può continuare a rinviare la realizzazione del piano industriale di Piombino senza dare risposte, non è più tollerabile per i lavoratori le loro famiglie e il territorio. La città intera si è stretta intorno ai lavoratori in lotta, l’acciaieria rappresenta una risorsa troppo importante per l’economia e il futuro del territorio. Piombino — conclude — deve tornare al più presto a colare acciaio».
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