Il Tirreno

«Ora basta, subito risposte» 

di Cristiano Lozito
«Ora basta, subito risposte» 

Lettera aperta dei sindacati a Gentiloni: il Governo faccia rispettare i patti

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Riunioni nella sala del sindaco tra Massimo Giuliani, giunta, rsu e segreterie sindacali, il pasto a mezzogiorno portato in sala consiliare dalle donne della Sirenissima che si occupano delle mense Aferpi, la visita di amici, di qualche operaio, dell’ex sindaco Gianni Anselmi.
Così si è consumata la terza giornata di occupazione della sala consiliare decisa da Fim, Fiom, Uilm e Ugl in attesa del confronto del 19 al Mise sul futuro di Aferpi.
Il sindacato ha anche prodotto un documento, una lettera aperta inviata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e alla direzione di Aferpi, in cui viene riassunta la situazione(«treni di laminazione fermi da mesi, traffici portuali di Piombino Logistics ridotti al minimo con a rischio le concessioni in scadenza il 15 giugno, nessuna traccia dei lavori di smantellamento previsti, delle bonifiche e dei nuovi impianti») rivendicando «il rispetto di tutti gli impegni sottoscritti dalla proprietà, dal Governo e dalle altre istituzioni a Palazzo Chigi».
La rsu quindi giudica «inammissibile alcun ulteriore ritardo o rinvio» e pretende che il prossimo appuntamento del 19 aprile «sia risolutivo, con risposte certe sui piani di investimento e finanziari relativi, con un esatto cronoprogramma». Inoltre a fronte dei ritardi nel progetto originario il sindacato ritiene «necessaria la rimodulazione degli adeguati ammortizzatori sociali, la conferma del rinnovo dei contratti di solidarietà, come previsto dagli accordi già firmati, e delle garanzie legate alla Legge Marzano. Se queste condizioni non dovessero verificarsi il Governo prenda atto formalmente dell’inadempienza dell’imprenditore e trovi ogni altra possibile soluzione alternativa, con soggetti che garantiscano come obiettivo primario la produzione di acciaio e la diversificazione economica».
Concetti rilanciati dalla dichiarazione di Rocco Palombella, segretario nazionale Uilm, che ha detto di attendersi il 19 aprile dal Governo «una risposta chiara, complessiva e definitiva sulla reindustrializzazione dell’area piombinese. Se saranno necessari interventi straordinari dovranno essere adottati».
Nel caso anche al Mise non arrivino le risposte attese «sarà necessario spostare il tavolo di confronto a Palazzo Chigi – scrive in una nota Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom – per assumere tutte le decisioni per l’applicazione dell’accordo».
Il Comune dunque è diventato il centro della vertenza Aferpi, e così giovedì notte Giuliani ha deciso di dormire nel suo ufficio con due sindacalisti, Graziano Martinelli e Gianpiero Vaccaro, mentre ieri a rimanere in municipio è stato l’assessore alle finanze Ilvio Camberini.
Riguardo all’occupazione della sala consiliare Giuliani ha sostenuto che «le rsu hanno elevato in modo intelligente la loro protesta, portando all’attenzione di tutta Italia la loro condizione di difficoltà, e questo con un atto semplice, che hanno saputo governare e gestire, riportando la discussione nella casa comune, nella stanza dove da centinaia di anni si discute dei problemi e del futuro della città e delle persone che la abitano. E li ringrazio – ha concluso – perché nel far questo, non l’hanno violentata né profanata, ma ne hanno invece riconosciuto la sua vera essenza, essere il luogo comune, di tutti, dove poter discutere».
Ieri intanto sul sito di Cevital è stata formalizzata la nuova composizione del comitato esecutivo, dopo le dimissioni dell’amministratore delegato Fausto Azzi. Ne fanno parte Sergio Simoni, responsabile della produzione, e due uomini di fiducia di Rebrab, Mohammed Nabi e Amin Rezig.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze