Il Tirreno

Due panni mangia petrolio per tenere pulita la darsena

di Luca Centini
Il posizionamento del banner al Molo Elba (foto Gio' Di Stefano)
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Il posizionamento del banner al Molo Elba (foto Gio' Di Stefano)

Al molo Elba sono stati posizionati i banner donati da Daniela Ducato. La geolana avrà il compito di digerire gli idrocarburi dei micro sversamenti

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PORTOFERRAIO. Due grandi panni in fibre rinnovabili (“geolana”) avranno il compito di mangiare e digerire gli idrocarburi e i materiali petrolchimici, tenendo pulito lo specchio acqueo della darsena medicea dai piccoli sversamenti poco visibili ma in realtà responsabili dell’inquinamento. È il dono che l’imprenditrice sarda Daniela Ducato, ospite in questi giorni del Parco e del Comune, ha lasciato a Portoferraio.

Sabato mattina la Ducato, anima e cuore di un’azienda sarda specializzata nella produzione di materiali ad alta tecnologia industriale, realizzati esclusivamente con surplus ed eccedenze vegetali, animali e minerali e il suo collega Oscar Ruggeri hanno installato in collaborazione con il personale della Cosimo de’ Medici i due panni assorbenti tra le barche della darsena medicea, davanti agli sguardi interessati degli alunni delle scuole superiori dell’isola d’Elba. Presenti la direttrice del Parco Franca Zanichelli, il vice presidente Angelo Banfi e il responsabile di Infopark Marino Garfagnoli, con il vice sindaco Roberto Marini e il comandante del porto Riccardo Cozzani.

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«Il nostro obiettivo è favorire una gestione sostenibile dei porti e dei porti turistici che di fatto sono i nostri giardini acquatici, di cui dobbiamo avere cura — ha dichiarato Daniela Ducato — la biodiversità si coltiva anche in porto e non solo al largo. Il nostro intervento deve necessariamente essere accompagnato a una sensibilizzazione nei confronti dei proprietari delle barche che, troppo spesso, non si preoccupano neanche di manutenere la sentina dei natanti e spesso gettano detersivi, saponi e materiali azotati in mare».

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I due panni sono stati posizionati ai pedi del Molo Elba. Il materiale di cui sono composti, una specie di lana assorbente, ha il compito di digerire e biodegradare gli idrocarburi. L’azione è progressiva e sarà monitorata in questi mesi nella darsena medicea. «Il banner riesce a intrappolare queste molecole e riesce al tempo stesso a farsi colonizzare in modo massiccio da micro organismi simili a “spazzini” che sono presenti in mare e che per le loro caratteristiche possono mangiare e digerire gli idrocarburi e i materiali chimici. Il panno funziona come una ricarica, sta per cinque centimetri a pelo d’acqua e ogni 45 giorni viene calato altri 5 centimetri, in modo che un solo banner possa essere efficace per circa 4-5 mesi. Il materiale inquinante biodegrada e diventa col tempo mare fecondo anch’esso, senza che siano lasciati scarti o rifiuti».

Il materiale utilizzato dall’impresa di Daniela Ducato è frutto di un lavoro portato avanti da anni e sperimentato in prima battuta per la cura e la rigenerazione del suolo. «Dopo anni di bonifiche di suoli inquinati — ha spiegato Ducato — abbiamo deciso di esportare questo metodo per il nostro mare, grazie alla collaborazione del Ministero dell’Ambiente e di tutti gli enti coinvolti». Il posizionamento dei banner è stata salutata con favore dal Parco e dal Comune di Portoferraio. «Con questa iniziativa viene fatto qualcosa di concreto per la salute del nostro mare. Sarà la Cosimo de’ Medici a farsi parte attiva e a mantenere i banner al molo Elba, verificandone l’efficacia — ha spiegato il vice sindaco, Roberto Marini — Inoltre, diamo inizio assieme al Parco al festival del camminare. La sinergia tra Comune e Parco dà i suoi frutti e proseguirà come nel caso degli eventi al Forte Inglese». <QM>

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