Incontro il 19, ma l’occupazione continua
di Valeria Parrini
Giuliani telefona con le rsu alla viceministro Bellanova che conferma l’intenzione di prolungare la Legge Marzano
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PIOMBINO. «Speriamo che dal 19 ci sia vita nuova a Piombino». La battuta finale del viceministro Teresa Bellanova, al telefono in viva voce, non ha entusiasmato più di tanto le rsu Aferpi. Almeno a giudicare dai volti e dai commenti all’uscita dallo studio del sindaco. È stato Massimo Giuliani a cercare il contatto con la rappresentante del Governo, prevedendo che alla telefonata assistessero i delegati e le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl, al loro primo giorno di occupazione della sala consiliare per un consiglio di fabbrica permanente.
Dopo l’ennesimo rinvio dovuto all’indisponibilità di Aferpi, Bellanova ha assicurato che mercoledì 19 alle 13 l’incontro ci sarà. Tramite il commissariato locale, per quella data è stata richiesta alle forze di polizia della capitale, l’autorizzazione a raggiungere il Mise. Di richieste, però, in via Ferrer ne hanno ricevute due. L’altra è per il giorno successivo. Perché se gli esiti della riunione non saranno giudicati soddisfacenti, lavoratori e sindacati rimarranno a Roma per un’altra manifestazione. Stavolta sotto Palazzo Chigi.
Durante la telefonata, il viceministro ha espresso l’intenzione di prolungare la legge Marzano sul mantenimento dell’occupazione oltre il primo luglio, affermando che Carlo Calenda approfondirà la questione col ministro del Lavoro. Nel colloquio, il sindacato ha sottolineato la profonda delusione e il disagio per questa politica continua del rinvio. Ha ricordato quelle che ormai sono diventate le parole d’ordine quotidiane: la necessità di garantire la continuità produttiva dello stabilimento, gli investimenti, le concessioni demaniali ed i necessari ammortizzatori sociali, oltre al rinnovo della Marzano.
Nelle prossime ore i sindacati scriveranno una lettera alla Presidenza del consiglio, al ministro Calenda e per conoscenza all’azienda. Per dire: «Nell’incontro del 19 pretendiamo un cronoprogramma certo degli investimenti e relativi finanziamenti e la certificazione del funzionamento dei tre treni di laminazione, affinché dai rinvii si passi ad una politica del fare, come sostenuto telefonicamente anche dal viceministro».
Nel documento si rafforza più di altre volte una richiesta: la mancanza di certezza sull’insieme di questi elementi, deve indurre il governo a prendere atto dell’inadempienza di Issad Rebrab «e a trovare ogni altra possibile soluzione alternativa, con soggetti che garantiscano come obiettivo primario la produzione di acciaio, la diversificazione economica e la piena occupazione sia per i lavoratori diretti che per l’indotto».
Il testo della nota è stato letto e condiviso con i lavoratori presenti. In gran parte aderenti al coordinamento Articolo 1 Camping Cig che hanno seguito dalla strada la prima parte della riunione del consiglio di fabbrica per poi essere invitati a salire. Duelli verbali più o meno accesi, qualche fischio e poi la tregua.
In serata, le Rsu hanno riproposto il concetto che spesso si incunea in ogni confronto-scontro con l’associazione. Tra chi è legittimato dal voto, e quindi le Rsu, e chi no, pur rappresentando ormai una realtà molto presente e chiede di essere ascoltata.
Anche da qui è nata la necessità di “regolamentare” i giorni che mancano per arrivare al 19.
«Ribadiamo fermamente una volta per tutte, — scrivono i sindacati — che ai lavori del Consiglio di fabbrica partecipano solo i membri delle Rsu e delle segreterie territoriali. I documenti possono essere letti ed eventualmente discussi solo successivamente in assemblea. L’occupazione della sala consiliare del Comune di Piombino, pacifica e civile, è in capo alla Rsu».
«In ore notturne — si aggiunge — il presidio verrà coperto da due delegati. Durante il giorno la sala consiliare viene aperta ai lavoratori dalle 9, 30 alle 18, orario durante il quale chiunque può tranquillamente partecipare a sostegno dell’occupazione. A partire da lunedì inizierà la raccolta delle adesioni per l’organizzazione della manifestazione al Mise».
L’obiettivo è quello di superare i 350 partecipanti, quante erano le prenotazioni dei posti sui pullman che avrebbero dovuto raggiungere Roma ieri. E che per molti, rinvio o no, avrebbero dovuto comunque fare il viaggio per protestare sotto il ministero.
Per evidenziare la condivisione della mobilitazione, Giuliani ha deciso che Rivellino e Palazzo Comunale siano illuminati di rosso ogni sera.
Dopo l’ennesimo rinvio dovuto all’indisponibilità di Aferpi, Bellanova ha assicurato che mercoledì 19 alle 13 l’incontro ci sarà. Tramite il commissariato locale, per quella data è stata richiesta alle forze di polizia della capitale, l’autorizzazione a raggiungere il Mise. Di richieste, però, in via Ferrer ne hanno ricevute due. L’altra è per il giorno successivo. Perché se gli esiti della riunione non saranno giudicati soddisfacenti, lavoratori e sindacati rimarranno a Roma per un’altra manifestazione. Stavolta sotto Palazzo Chigi.
Durante la telefonata, il viceministro ha espresso l’intenzione di prolungare la legge Marzano sul mantenimento dell’occupazione oltre il primo luglio, affermando che Carlo Calenda approfondirà la questione col ministro del Lavoro. Nel colloquio, il sindacato ha sottolineato la profonda delusione e il disagio per questa politica continua del rinvio. Ha ricordato quelle che ormai sono diventate le parole d’ordine quotidiane: la necessità di garantire la continuità produttiva dello stabilimento, gli investimenti, le concessioni demaniali ed i necessari ammortizzatori sociali, oltre al rinnovo della Marzano.
Nelle prossime ore i sindacati scriveranno una lettera alla Presidenza del consiglio, al ministro Calenda e per conoscenza all’azienda. Per dire: «Nell’incontro del 19 pretendiamo un cronoprogramma certo degli investimenti e relativi finanziamenti e la certificazione del funzionamento dei tre treni di laminazione, affinché dai rinvii si passi ad una politica del fare, come sostenuto telefonicamente anche dal viceministro».
Nel documento si rafforza più di altre volte una richiesta: la mancanza di certezza sull’insieme di questi elementi, deve indurre il governo a prendere atto dell’inadempienza di Issad Rebrab «e a trovare ogni altra possibile soluzione alternativa, con soggetti che garantiscano come obiettivo primario la produzione di acciaio, la diversificazione economica e la piena occupazione sia per i lavoratori diretti che per l’indotto».
Il testo della nota è stato letto e condiviso con i lavoratori presenti. In gran parte aderenti al coordinamento Articolo 1 Camping Cig che hanno seguito dalla strada la prima parte della riunione del consiglio di fabbrica per poi essere invitati a salire. Duelli verbali più o meno accesi, qualche fischio e poi la tregua.
In serata, le Rsu hanno riproposto il concetto che spesso si incunea in ogni confronto-scontro con l’associazione. Tra chi è legittimato dal voto, e quindi le Rsu, e chi no, pur rappresentando ormai una realtà molto presente e chiede di essere ascoltata.
Anche da qui è nata la necessità di “regolamentare” i giorni che mancano per arrivare al 19.
«Ribadiamo fermamente una volta per tutte, — scrivono i sindacati — che ai lavori del Consiglio di fabbrica partecipano solo i membri delle Rsu e delle segreterie territoriali. I documenti possono essere letti ed eventualmente discussi solo successivamente in assemblea. L’occupazione della sala consiliare del Comune di Piombino, pacifica e civile, è in capo alla Rsu».
«In ore notturne — si aggiunge — il presidio verrà coperto da due delegati. Durante il giorno la sala consiliare viene aperta ai lavoratori dalle 9, 30 alle 18, orario durante il quale chiunque può tranquillamente partecipare a sostegno dell’occupazione. A partire da lunedì inizierà la raccolta delle adesioni per l’organizzazione della manifestazione al Mise».
L’obiettivo è quello di superare i 350 partecipanti, quante erano le prenotazioni dei posti sui pullman che avrebbero dovuto raggiungere Roma ieri. E che per molti, rinvio o no, avrebbero dovuto comunque fare il viaggio per protestare sotto il ministero.
Per evidenziare la condivisione della mobilitazione, Giuliani ha deciso che Rivellino e Palazzo Comunale siano illuminati di rosso ogni sera.
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