Il Tirreno

La Via Crucis dei bambini alle acciaierie 

La Via Crucis dei bambini alle acciaierie 

Parrocchia Immacolata. Fra Adriano: «La sofferenza di Gesù in uno dei luoghi più sofferenti della città»

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PIOMBINO. Via Crucis dei bambini (e dei genitori) della parrocchia dell’Immacolata, ma aperta a tutti, nell’acciaieria. «Portiamo Gesù che soffre in uno dei luoghi della sofferenza di questa città».
Appuntamento domenica, dalle 15, 30. Ritrovo al parcheggio davanti all’ingresso della direzione. Lo scritto è della locandina-invito dalla pagina social del parroco, fra Adriano Apollonio, ideatore e “regista”.
Invito che ha sollevato subito grande interesse in città dove crisi, disoccupazione, sicurezza del lavoro non trovano risposte. Non che la chiesa (Papa Francesco compreso) sia stata lontana dalla dramma piombinese. Il vescovo, Carlo Ciattini, ha celebrato la messa di Natale alla portineria centrale della Lucchini nel 2011, con un “già visto” importante: nei giorni del Natale 1992 il cardinale Angelo Comastri — allora vescovo — nel pieno degli scioperi che caratterizzarono la privatizzazione della fabbrica, riunì la comunità davanti ai cancelli della Magona.
Ora? Non c’è fine al dramma. Dunque Via Crucis.
«C’è una frase di don Lorenzo Milani — ricorda fra Adriano — , che da anni ascolto e ripeto agli allievi di campo di formazione per capi scout: “Ho insegnato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”. Questa frase ha illuminato il mio senso civico. Così quest’anno quando ci siamo ritrovati col gruppo dei catechisti per preparare la tradizionale Via Crucis per i bambini del catechismo con i genitori nel pomeriggio della domenica delle palme è uscito quasi spontaneo pensare che questa pia pratica, ideata da San Leonardo da Porto Maurizio: che da sempre ha voluto avvicinare la gente alla sofferenza di Gesù, accompagnandolo nel percorso che lo conduce dalla passione, attraverso la morte, alla risurrezione».
«Nel 2016 — aggiunge il parroco — attraversammo la città partendo dall’Immacolata a per finire in Sant’Antimo che era “chiesa giubilare” e siamo andati a “prendere” nell’anno della Misericordia voluto da Papa Francesco, l’indulgenza plenaria. Per il 2017 abbiamo pensato di vivere questo momento in un luogo che fosse significativo ed è venuto subito in mente di portare Gesù sofferente in uno dei luoghi della sofferenza di questa città. Ci siamo mossi per chiedere i vari permessi e riusciremo a fare questo breve percorso».
Appuntamento, come detto, al parcheggio davanti all’ingresso della direzione, domenica. «Dopo l’inizio che sarà all’esterno dell’acciaieria — spiega — faremo sette tappe. In ogni tappa un personaggio delle Via Crucis, in abiti storici, ci racconterà della sua esperienza, che ha vissuto nel momento della Via Crucis, al quale seguiranno delle preghiere lette dai bambini e dai genitori. Il percorso si concluderà fuori l’acciaieria appena usciti dall’ingresso degli operai con una preghiera tutti insieme e la consegna di una croce in acciaio e ferro creata dal “nostro artista” fra Luca. È la croce che ci accompagna durante la via crucis e che regaleremo alle acciaierie a ricordo di questo momento di fede». Dunque ecco perché una Via Crucis nelle acciaierie.
«Appunto — conferma il frate — Per due motivi. Il primo, come ho già detto, Gesù sofferente in uno dei luoghi di maggiore disagio. Il secondo? Noi, frati, suore e catechisti, vogliamo fare sempre scelte che siano educative per i bambini che Dio ci affida. A me spiace molto il pensiero che molti sentono e a volte esprimono che la chiesa non si deve occupare di politica. Io sono convinto — aggiunge — che la chiesa non debba essere partitica ma politica sì, cioè la chiesa si deve occupare pure delle vicende della vita pubblica. Sono residente a Piombino e mi sento appartenente a questa città e quando vedo cose che non funzionano me ne dispiaccio e mi arrabbio come tutti i cittadini dovrebbero fare e se anche sono frate, religioso e sacerdote, nonché parroco, voglio vivere e lottare per il bene di questa città e dei suoi abitanti e questo lo voglio insegnare ai bambini perché penso che la felicità passa anche dall’impegno concreto per il bene della città: politica appunto. Allora non ci si può accontentare di quello che abbiamo e viviamo personalmente, questo è individualismo ed egoismo. Non si può essere felici da soli. Mi piace pensare che dobbiamo prenderci cura delle situazioni in città che creano sofferenza e adesso, da tempo, una di queste è l’acciaieria... Insegnare ai bambini che non si può essere felici senza che tutti siano felici, che ci sono dei luoghi che recano sofferenza a tutti anche se sembra che a me non toccano, che bisogna impegnarci come sappiamo e possiamo fare anche come chiesa per la nostra città, che possiamo imparare ad affidare a Dio le nostre difficoltà e le nostre sofferenze — conclude Apollonio — e che questo è crescere nella fede e nell’amore; questo è quello che dobbiamo fare».
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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