Il Tirreno

le opposizioni 

«Il giudice di pace va tenuto aperto»

PIOMBINO. Daniele Pasquinelli, Movimento 5 Stelle, Francesco Ferrari, Fratelli d’Italia — AN, Riccardo Gelichi, Ascolta Piombino, Fabrizio Callaioli, Rifondazione Comunista e Carla Bezzini, Un’altra...

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PIOMBINO. Daniele Pasquinelli, Movimento 5 Stelle, Francesco Ferrari, Fratelli d’Italia — AN, Riccardo Gelichi, Ascolta Piombino, Fabrizio Callaioli, Rifondazione Comunista e Carla Bezzini, Un’altra Piombino, intervengono sul giudice di pace.
«Accettiamo di buon grado l’invito fatto dall’Associazione Forense piombinese a tutte le forze politiche per discutere del problema. Siamo convinti che l’Ufficio del Giudice di Pace rappresenti un importante punto di riferimento per l’intera popolazione della Val di Cornia, e come tale non deve essere soppresso».
« Stiamo parlando di un fondamentale servizio per l’intera popolazione; giusto per fare un esempio, si pensi a tutti i testimoni che si devono recare a quell’ufficio per deporre nelle cause civili o nei processi penali, e che, con la soppressione dell’ufficio dovrebbero recarsi a Livorno».
« Ed ancora, si pensi alle opposizioni contro le multe inflitte per presunte violazioni al codice della strada: oggi il cittadino può, anche personalmente e senza un avvocato, recarsi in quell’ufficio e presentare una semplice opposizione alla sanzione amministrativa, salvo poi recarsi nuovamente lì e presenziare alle udienze dinanzi al Giudice per dimostrare le proprie ragioni. È evidente che se il tutto dovesse essere fatto a Livorno, chiunque fosse dotato di senso pratico rinuncerebbe a rivendicare i propri diritti. Comprendiamo come le amministrazioni dei Comuni della Val di Cornia debbano ogni anno far fronte alle spese per il mantenimento dell’ufficio; tuttavia, è inconcepibile che si possa anche solo pensare di chiudere un presidio così importante per la cittadinanza: se coloro che amministrano questi territori si sono rassegnati all’idea che il futuro sia già scritto e si chiami morte e chiusura di ogni attività, lo dicano subito e facciano un passo indietro affinché al loro posto subentri chi con le idee e con le iniziative possa ridare vita e speranza alla cittadinanza, in special modo ai giovani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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