Il Tirreno

Dissalatore e seconda condotta 

I progetti per mettere in sicurezza l’isola. Si userà anche il lago del Condotto

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PORTOFERRAIO. Per rendere l’Elba sicure ed efficiente dal punto di vista idrico sono necessari interventi a medio-lungo termine. Uno di questi è il lago del Condotto, che se arrivano tutte la autorizzazioni necessarie avrà una prima utilizzazione quest’estate, con un volume disponibile di circa 10 mila metri cubi ed un impianto di trattamento di potabilizzazione. Saranno anche effettuate delle analisi che, se risultassero conformi, permetteranno ad Asa di chiedere una procedura urgente per l’autorizzazione all’uso. «È un buon volume, che può allungare di 10 giorni il periodo di non razionamento» spiega Mirco Brilli, dirigente reti e impianti idrici di Asa. Si rendono comunque necessari altri progetti per produrre i quantitativi richiesti dai momenti di punta estivi necessari a soddisfare la domanda turistica ed assicurare un approvvigionamento idrico a regime. Asa punta ad una seconda condotta sottomarina Cavo — Piombino e al dissalatore da 80 litri al secondo previsto a Mola. «Questi due interventi consentirebbero il massimo di sicurezza ed affidabilità del sistema — conferma Brilli — anche in caso di guasto alla condotta o al dissalatore». Il progetto esecutivo del dissalatore è pronto e l’azienda conta di arrivare all’affidamento dell’appalto per il 2018 in modo da terminarlo per la fine del 2019, inizio 2020. Il primo modulo sarà di 40 litri al secondo, a cui seguirà il secondo modulo di altri 40 litri per un totale di 80 litri al secondo, in modo da garantire una produzione oraria di 6912 metri cubi al giorno con una portata non inferiore a 288 metri cubi orari. Il costo è poco inferiore ai 14 milioni. «Con questo siamo a metà dell’opera che sarà completata o con un secondo dissalatore o con una seconda condotta sottomarina, seconda ipotesi su cui noi puntiamo, perché l’attuale sta funzionando egregiamente. La seconda condotta insieme al dissalatore metterebbe in sicurezza l’isola, nei prossimi 50 anni». C’è poi anche un aspetto economico che va a favore di una nuova condotta sottomarina accanto ad un uno dissalatore secondo Asa. «Il secondo dissalatore — spiega Brilli — non costerebbe molto meno della seconda condotta (circa 18 milioni) mentre la produzione costerebbe molto di più. Le nuove tecnologie infatti indicano il costo di un metro cubo di acqua in 1 euro, mentre l’acqua che arriva dalla Val di Cornia costa 25 centesimi». Il secondo tratto sottomarino è previsto in un lunghezza di 11 chilometri, partirà con un primo tratto terrestre realizzata lungo la strada “geodetica” e arriverà a Cavo, con un terzo percorso terrestre, di circa 6 chilometri, fino a Schiopparello, per collegare anche Nisportino Nisporto e Bagnaia che oggi hanno problemi con l’approvvigionamento. «Questoconsentirebbe il miglior utilizzo delle varie falde interessate, val di Cornia compresa, in funzione delle disponibilità, consentendo di produrre dal dissalatore solo l’acqua non emungibile dalle falde in crisi, contenendo i costi di gestione».

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