Il Tirreno

«Qui un gran risultato per Orlando»  

di Guido Fiorini
«Qui un gran risultato per Orlando»  

De Rosas, Fabiani e Persiani sulle primarie: ottimisti per il 30 aprile. Il segretario su Parrini: «Usi toni meno trionfalistici»

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PIOMBINO. Un buon risultato, da rapportare non a quello del 2013, ma a quello generale italiano e toscano. Un risultato che è un segnale della grande voglia di cambiamento che c’è nella nostra zona, complice anche la crisi: questa la lettura che danno i sostenitori di Andrea Orlando, in testa il segretario della Federazione Valerio Fabiani, che è anche coordinatore regionale della mozione del ministro della giustizia, dei risultati nei circoli.
E non è mancata una stoccata al segretario regionale del partito, Dario Parrini, colpevole di “usare toni troppo trionfalistici e non lavorare per l’unità del partito”.
Due giorni dopo la conclusione della prima fase delle primarie, e in attesa di quelle aperte a tutti e non solo agli iscritti del 30 aprile, a tracciare un bilancio oltre a Valerio Fabiani ci sono Simone De Rosas, che nella “sua” Campo ha trascinato gli orlandiani a un successo netto, e Alessandra Persiani.
«Si è mobilitata tanta gente — ha detto il segretario — e il risultato per noi è davvero positivo. Però ho letto varie analisi che non mi hanno convinto: non si può fare un raffronto con le primarie del 2013. Quattro anni dopo le cose sono cambiate. Allora i candidati erano diversi, a parte Renzi, e lui stesso non veniva certo da quattro anni da segretario nazionale del partito e presidente del Consiglio. Inoltre la candidatura di Andrea Orlando è arrivata all’ultimo, la sua è stata una scelta dettata dal senso di responsabilità, ma la tempistica certo non ci ha aiutato».
Per questo, quindi, il raffronto da fare è un altro. «Il giusto confronto va fatto fra i risultati che abbiamo avuto in Italia e in Toscana e quelli in Val di Cornia. Qui siamo 60 a 40, in Italia Orlando è al 25, in Toscana al 30. Inoltre va detto che stavolta hanno votato 300 persone in meno e questo, unito al calo delle tessere, ci ha sicuramente penalizzato. Credo, inoltre, che sia significativo il fatto che Orlando vada meglio nelle aree di grande crisi, come la nostra, segnale che c’è voglia di cambiamento, che la linea non è stata condivisa».
Poi Fabiani tira una stoccata al segretario regionale Dario Parrini: «Lo esorto ad avere maggiore prudenza e ad usare toni meno trionfalistici, perché così si perdono di vista i problemi del Partito Democratico in Toscana. Di recente abbiamo perso quasi tutti i Comuni dove si è votato e, in prospettiva, vorrei leggere messaggi più unitari. Del resto a giugno si vota in altre città, non vorrei che pagassimo di nuovo le divisioni, non ce lo possiamo certo permettere».
Sulla necessità di grande partecipazione al voto del 30 aprile, quando le primarie saranno aperte a tutti, pagando i due euro di quota, interviene l’elbano Simone De Rosas: «Sarà un appuntamento decisivo per il partito. Noi siamo nel collegio provinciale livornese, che manderà otto delegati all’assemblea nazionale. Siamo convinti che la grande voglia di cambiamento si farà sentire».
Anche l’ex assessore di Campo nell’Elba traccia un’analisi del voto: «Va detto, a differenza di quanto ho letto, che il gruppo dirigente del partito, in questa occasione, era equamente diviso fra le due parti: esponenti come Andrea Manciulli, Gianni Anselmi e Matteo Tortolini hanno un peso importante in Val di Cornia. Il dato elbano, dove abbiamo vinto, sia pur solo di un voto, è eccellente. Inoltre abbiamo vinto nel Comune di Campiglia e nel circolo più grande di Piombino. Siamo convinti che il 30 aprile la gente capirà e ci darà il voto: del resto Matteo Renzi ha diviso il mondo del centrosinistra, mentre da Orlando arriva un messaggio di unità. Solo così potremo vincere le sfide che ancora ci attendono».
Il 30 aprile si voterà con le tre liste bloccate, c’è anche Emiliano ovviamente (avendo raggiunto almeno il 5% in questa prima fase, ndr), e i delegati saranno nominati in proporzione ai voti.
«Questo risultato del 40% non era scontato — ha poi chiuso Alessandra Persiani — visto che la mozione Orlando ha avuto poco tempo per organizzarsi. Noi siamo contenti del lavoro fatto e siamo certi che il 30 aprile andrà ancora meglio. C’è bisogno di un netto cambiamento e lui rappresenta l’occasione per tornare a crederci. Siamo certi che torneranno a dare il consenso al Pd, grazie a lui e alle novità che porta, anche molti di coloro che se ne sono allontanati perché non condividevano la linea di Matteo Renzi».
@guifiorini . ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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