Sicurezza
Mistero sulla presenza di Cevital al Mise
Ugl attacca Fim, Fiom e Uilm: «Pari dignità». Spirito libero: «Basta coi galleggiamenti»
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PIOMBINO. Domani dunque è fissato l’incontro al Mise sulla situazione di Aferpi, con l’incertezza che permane sulla presenza di Cevital al tavolo. Fim, Fiom e Uilm hanno prenotato quattro pullman, ma ancora raccolgono le adesioni.
In questo quadro resta aperta la polemica con Ugl, che con segreteria e rsu che attaccano «le tre segreterie metalmeccaniche provinciali, che hanno proclamato sciopero di 24 ore senza neanche ricordarsi che da dicembre sono diventate quatto le organizzazioni sindacali presenti in fabbrica, con una Rsu che ha ottenuto a pieno titolo tale ruolo a seguito di una votazione democratica. Senza volere ruoli da protagonista, ma neanche da comparsa, riteniamo che, nella consapevolezza e legittimità che ognuno resti delle proprie idee, almeno gli obiettivi debbano essere condivisi rispettando le scelte dei lavoratori che hanno dato un mandato di rappresentanza con l’elezione della rsu anche all’Ugl. Allora – è la conclusione – che lo slogan sia: tutti dentro e pari dignità. Con questo spirito noi saremo a Roma giovedì».
Sulla crisi di Aferpi interviene anche Spirito libero, secondo cui «non è più il tempo dei rinvii e dei galleggiamenti, adesso occorre chiarezza. Bene hanno fatto tutte le istituzioni e i sindacati a pretenderla e bene il ministro Carlo Calenda a convocare un ulteriore incontro. Che deve però essere l’ultimo. Dobbiamo sapere se Piombino può tornare a colare acciaio, in quali tempi e con quali risorse certe che finanziano tali investimenti. Dobbiamo sapere se nel frattempo Piombino può tornare a produrre acquistando i semiprodotti per tutti e tre i treni di laminazione, con quali tempi e con quali finanziamenti che sostengono tali produzioni. Dobbiamo sapere su quali settori produttivi partirà l’agroindustriale, quando partirà e come sarà finanziato. Infine dobbiamo sapere se l’interesse sul porto e quindi l’opzione accordata a Piombino Logistics per il “banchinone” si potrà concretizzare, in quali tempi, con quali investitori e concentrandosi su quali mercati».
In questo quadro resta aperta la polemica con Ugl, che con segreteria e rsu che attaccano «le tre segreterie metalmeccaniche provinciali, che hanno proclamato sciopero di 24 ore senza neanche ricordarsi che da dicembre sono diventate quatto le organizzazioni sindacali presenti in fabbrica, con una Rsu che ha ottenuto a pieno titolo tale ruolo a seguito di una votazione democratica. Senza volere ruoli da protagonista, ma neanche da comparsa, riteniamo che, nella consapevolezza e legittimità che ognuno resti delle proprie idee, almeno gli obiettivi debbano essere condivisi rispettando le scelte dei lavoratori che hanno dato un mandato di rappresentanza con l’elezione della rsu anche all’Ugl. Allora – è la conclusione – che lo slogan sia: tutti dentro e pari dignità. Con questo spirito noi saremo a Roma giovedì».
Sulla crisi di Aferpi interviene anche Spirito libero, secondo cui «non è più il tempo dei rinvii e dei galleggiamenti, adesso occorre chiarezza. Bene hanno fatto tutte le istituzioni e i sindacati a pretenderla e bene il ministro Carlo Calenda a convocare un ulteriore incontro. Che deve però essere l’ultimo. Dobbiamo sapere se Piombino può tornare a colare acciaio, in quali tempi e con quali risorse certe che finanziano tali investimenti. Dobbiamo sapere se nel frattempo Piombino può tornare a produrre acquistando i semiprodotti per tutti e tre i treni di laminazione, con quali tempi e con quali finanziamenti che sostengono tali produzioni. Dobbiamo sapere su quali settori produttivi partirà l’agroindustriale, quando partirà e come sarà finanziato. Infine dobbiamo sapere se l’interesse sul porto e quindi l’opzione accordata a Piombino Logistics per il “banchinone” si potrà concretizzare, in quali tempi, con quali investitori e concentrandosi su quali mercati».
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