Il Tirreno

Giudice di pace, ora l’ufficio rischia la chiusura

Un gruppo di avvocati nell'ufficio del giudice di pace (PaBar)
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Un gruppo di avvocati nell'ufficio del giudice di pace (PaBar)

L'allarme degli avvocati: è l'ultimo presidio di giustizia in Val di Cornia

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PIOMBINO. Dopo la sede distaccata del Tribunale, Piombino ora rischia di perdere anche l’ufficio del Giudice di pace. Anzi, si tratta di un po’ più di un rischio, visto che ne ha parlato in consiglio comunale l’assessore Ilvio Camberini durante l’illustrazione del bilancio lo scorso 31 marzo.

A dare l’allarme è l’Associazione forense area piombinese, che al termine della propria assemblea ha deciso di manifestare pubblicamente la «preoccupazione di fronte alle parole espresse dall’assessore al bilancio sulla possibile chiusura dell’ultimo presidio di giustizia della Val di Cornia».

A spiegare l’importanza dell’ufficio ci sono le cifre fornite dall’associazione degli avvocatii: «Solo nell’anno 2016 – si legge in una nota dell’Associazione forense – l’ufficio del Giudice di pace ha visto l’avvio di 469 cause civili, comprese le opposizioni alle multe, l’emissione di 134 sentenze e 277 decreti ingiuntivi, nonché la celebrazione di circa 200 processi penali nelle due udienze mensili».

«Poiché la chiusura comporterebbe un grave danno per tutta la Val di Cornia – proseguono gli avvocati – con il conseguente obbligo per le esigenze di ogni singolo cittadino (l’impugnazione di una multa o una testimonianza) di recarsi a Livorno, l’Associazione forense, dopo aver già incontrato il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, intende incontrare gli altri sindaci della Val di Cornia e i rappresentanti di tutte le forze politiche al fine di mantenere un servizio indispensabile per la comunità, fino a ora garantito dal Comune di Piombino col contributo degli altri Comuni della Val di Cornia».

Il problema come sempre è quello delle risorse, riferito in questo caso non solo a quelle economiche. Il costo delle tre persone distaccate dal Comune di Piombino all’Ufficio del giudice di pace viene infatti coperto con 56mila euro dal Comune piombinese, 20mila da Campiglia, 10mila da San Vincenzo, 4mila da Suvereto.

Adesso il Comune di Piombino ha bisogno di personale in altri uffici per una serie di pensionamenti in arrivo. E’ da considerare a questo proposito che il Comune piombinese in 5 anni ha perso 44 dipendenti, scesi ora a 198, contro i circa 350 dei primi anni Duemila. Giuliani ha già fissato per i prossimi giorni un incontro con gli altri sindaci per verificare la possibilità di evitare la chiusura dell’Ufficio del giudice di pace redistribuendo il costo del servizio fra i vari Comuni.

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