Il Tirreno

Giovedì si torna al Mise, sciopero di 24 ore in Aferpi

Giovedì si torna al Mise, sciopero di 24 ore in Aferpi

Il ministro Calenda convoca azienda e sindacati dopo l’ultima fumata nera e prosegue i sondaggi con gruppi potenzialmente interessati a una partnership

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PIOMBINO. Il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ha convocato per giovedì prossimo Cevital, istituzioni e organizzazioni sindacali: l’incertezza sulla data dovuta per i dubbi sulla disponibilità del gruppo algerino a un nuovo incontro in tempi brevi, è stata sciolta dal ministro che metterà alla prova – una settimana dopo la fumata nera dell’ultimo incontro – le intenzioni di Issad Rebrab, e le capacità del suo guppo di perseguire l’obiettivo di tornare a produrre acciaio.

Nessuno sa, col gruppo dirigente piombinese all’oscuro delle strategie dei vertici del gruppo già prima delle dimissioni dell’ad Fausto Azzi, se il presidente di Cevital e il suo ceo, Said Benikene, risponderanno alla convocazione. Ma il ministro ha confermato la data del 6 probabilmente proprio per far intendere a Cevital che non è più possibile tergiversare.

Intanto il sindacato ha deciso di organizzare dei pullman per andare a Roma, e per favorire la massima partecipazione le segreterie di Fim, Fiom, Ulm e le rsu hanno proclamato 24 ore di sciopero di tutto lo stabilimento. Di fronte al Mise al termine dell’incontro si terrà l’assemblea con i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm.

Difficile dire se sarà questa l’ultima possibilità per Rebrab di chiarire come pensa di far fronte agli impegni che sulla carta si dice pronto ad assumersi col nuovo piano industriale, comunque limitato al solo settore siderurgico essendo di fatto spariti i progetti per logistica e agroindustria.

Il Governo infatti, nonostante si stiano allargando le file del partito dello «Stop a Rebrab», pare sempre dell’idea che sfilare Aferpi al gruppo algerino presenti più pericoli che vantaggi, per i possibili e anzi probabili contenziosi con Rebrab, e comunque per l’assenza di una vera alternativa.

Calenda dunque sta ancora lavorando per convincere alcuni tra i gruppi industriali individuati come potenzialmente interessati allo stabilimento piombinese, a valutare l’ipotesi di una partnership con Rebrab: se lo stesso Sajjan Jindal ha confermato di tenere d’occhio la situazione di Aferpi (di cui tra l’altro è fornitore dei blumi per il il treno rotaie), sempre a condizione almeno al momento di imporsi nella gara per ’acquisizione dell’Ilva di Taranto, il ministro Calenda avrebbe avuto confronti anche con rappresentanti di British Steel, che ieri ha annunciato con un comunicato l’apertura di un nuovo centro logistico a Lecco, legato all’incremento dei rapporti di fornitura dell’azienda inglese nei confronti di Rfi (Rete ferroviaria italiana).(cloz)

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