Sicurezza
«Tocca al governo valutare la credibilità dell’intero piano»
Il vicesindaco Ferrini mette in fila le domande rimaste senza risposta dopo l’ultima riunione al Mise intanto le organizzazioni sindacali preparano la partecipazione al prossimo vertice a Roma
PIOMBINO. Giovedì prossimo probabilmente no. Forse venerdì. Oppure il lunedì successivo. Comunque, si dice, entro il 10 aprile. Non c’è ancora la data dell’incontro da cui si aspetta da Issad Rebrab la chiarezza che non c’è stata nell’ultima riunione al Mise. Per il 6, giorno proposto dal governo, l’agenda di Said Benikene segnava altri appuntamenti.
Variabile a parte, i sindacati stanno lavorando per portare a Roma il maggior numero possibile di persone. Stavolta, sì.
La vertenza è in una fase cruciale. Aggettivo di cui, col senno di poi, negli ultimi anni un po’ tutti hanno abusato. Ora, però, il termine “cruciale” assume maggiore concretezza. E drammaticità.
Per dirla col vicensidaco Stefano Ferrini, «siamo alla svolta. Nel prossimo incontro al ministero c’è da capire davvero cosa c’è dentro il piano industriale di Aferpi e se non si tratti di tentativi per prendere altro tempo. Fosse così, il governo verrebbe chiamato a compiere una scelta netta. A partire dalla ricerca di un’altra compagine, con la consapevolezza, comunque, che la fila non c’è. O di interventi di altri partner, come anche Cevital dice stia facendo. E’ il momento di tirare di più la corda».
I tasselli che ancora mancano non sono di poco conto. Certezza sulla mole degli investimenti. Sui tempi. Sui modi di acquisizione delle risorse. E sul circolante. «Si stima - aggiunge Ferrini - che per un paio di anni lo stabilimento dovrà acquistare semiprodotti e dovrà farlo alle condizioni sfavorevoli imposte dai nuovi competitor. Come ci arriviamo? E con quali coperture sociali»?
Le domande si rincorrorno. Acciaieria sola o laminazione? L’ingresso di altri partner potrebbe cambiare gli scenari anche dal punto di vista dei posti di lavoro. In parte recuperabili sulle aree portuali, al momento solo opzionate da Aferpi. E per le quali, anche lì, un piano vero e proprio non s’è ancora visto.
Perchè poi c’è la parte della logistica, delle bonifiche, dell’agroalimentare. Tutto fermo alle buone intenzioni.
«Nel prossimo incontro romano, il governo avrà gli strumenti per valutare la credibilità del piano nel suo complesso. Se la riscontrerà, - aggiunge Ferrini - potrà attivare strumenti per sostenerlo».
«C’è chi dice che avremmo dovuto essere più duri fin dagli inizi. Che abbiamo mostrato troppa malleabilità. Mi pare invece che le istituzioni e i lavoratori abbiano mostrato senso di responsabilità. Comunque sia, sono convinto che adesso sia il momento di evitare le contrapposizioni», chiude il vicesindaco.
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