Sicurezza
Alloggi Casalp in via della Pace rispunta il degrado
Nello spazio interno erbacce, topi e rifiuti abbandonati per un mix di maleducazione e mancanza di interventi
PIOMBINO. Si ripresenta puntuale anche quest'anno il problema degrado per le case popolari davanti a via della Pace. Nello specifico, parliamo delle area attorno agli alloggi. Facciamo un passo indietro. Il complesso, costato sei milioni e avviato dal Comune con finanziamenti ministeriali, viene ultimato e consegnato nel giugno del 2015. 60 alloggi con canoni mensili che vanno dai 40 ai 250 euro per appartamenti dai 40 ai 78 metri quadrati. Case sperimentali ad alto risparmio energetico, finanziate con il programma "Contratti di quartiere" (cioè programmi di riqualificazione urbana che utilizzano finanziamenti pubblici e privati per il risanamento ambientale e sociale dei quartieri di edilizia residenziale). Appartamenti dotati di ogni comfort, provvisti di riscaldamento centralizzato con caldaia a condensazione modulante e pannelli radianti sotto il pavimento; e ancora, pannelli solari termici, impianto fotovoltaico per le utenze condominali e via di seguito. Insomma, un complesso all'avanguardia che purtroppo, da quando è nato, combatte con il rischio dell'incuria. Già l'anno scorso vennero fuori le proteste e le preoccupazioni di alcuni residenti che lamentavano lo stato di abbandono delle aree verdi, esterna e interna, lasciate con desolazione a sé stesse. Soprattutto la zona interna al complesso, a fine maggio 2016 (l'articolo del Tirreno a documentare la situazione uscì il 28 maggio) aveva più l'aspetto di una giungla che di un'area verde residenziale, a nascondere tra l'erba alta topi, bottiglie e sacchi della spazzatura. Se per la vegetazione spontanea la "colpa" è della natura, per i rifiuti abbandonati la responsabilità è senza dubbio di alcuni residenti, ignari delle più comuni regole del vivere civile. Nel maggio scorso l'assessore al sociale, Margherita Di Giorgi, parlò di accordi iniziali che assegnavano la cura del verde alla gestione degli stessi condomini. «Purtroppo è difficile mettere tutti d'accordo e alcuni non volevano provvedere - le parole di qualche residente - L'ideale sarebbe che Casalp mettesse in bolletta una piccola quota per questo servizio». A ogni modo, l'assessore annunciò l'opportunità di un intervento congiunto tra Comune e Casalp. «Effettivamente venne una ditta pochi giorni dopo e tagliò l'erba - spiega un condomino - con la promessa di tornare altre due volte nel corso dell'anno per la manutenzione. Peccato non si sia più visto nessuno da allora. Stessa storia per gli irrigatori, ancora inattivi». Già, perché erba alta e degrado a parte, a quasi due anni dalla consegna degli appartamenti, non è ancora stato messo in funzione l'impianto di irrigazione; e qui non è colpa né della natura, né dei residenti. «Per completare il quadro, metà dei lampioni sulla strada non funzionano - dice un condomino - Alcuni di noi continuano a curare un pezzetto di terra davanti agli appartamenti, con piante ornamentali e quant'altro; ma sono iniziative personali che non salvano l'aspetto generale. Per non parlare dell'area interna dove l'erba tra poco sarà altissima, e già ora è terreno fertile per topi; e non parlo di topolini. Si avvicina un'altra volta la bella stagione e la preoccupazione è la stessa, con le finestre aperte e un'area piena di sudicio, rifiuti, animali di ogni sorta, pozze d'olio e fastidiose zanzare. Abbiamo chiamato più volte Casalp, ma alle promesse non sono seguiti i fatti». Per il Comune è ancora Margherita Di Giorgi a rispondere: «È Casalp che deve intervenire - afferma l'assessore - È una situazione che abbiamo ben chiara e che si presenta ogni anno, ma come amministrazione non possiamo che segnalare il problema alla società e sollecitarla affinché intervenga, cosa che abbiamo già fatto».
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