Il dolore
Mura “ciclopiche” e nuovi sentieri
Acropoli: anteprima con Marta Coccoluto, visite dal primo aprile
PIOMBINO. Industria etrusca, poi romana, del ferro sulla spiaggia e golfo “coperto” da fuliggine. Storie di prostitute sacre, miti, scampati naufragi. Populonia unica città etrusca sul mare: come rivedere, a colori, templi e case lungo la via basolata su cui si cammina oggi e da più di mille anni. Fino alle mura “ciclopiche” mai percorse prima in esterno, che nel tratto basso tagliano in due il Promontorio. Non un film, ma il racconto di Marta Coccoluto responsabile del parco archeologico di Baratti e Populonia in occasione della visita in anteprima all’Acropoli (tra le iniziative per le regata 100 Montecristo; “Risalendo il vento della storia”, un’ottantina i partecipanti).
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Tempio C e le Logge. Si comincia dalla ricostruzione del basamento del tempio C, tra Demetra e il dio etrusco del vino, Fufluns (Dioniso per i greci, Bacco per i romani) per passare all’edificio conosciuto come le Logge e al nuovo percorso di visita fino alle mura.
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«L’ipotesi? Che l’edificio noto come le Logge sia un santuario marittimo su terrazze dedicato a Venere Euploia: – ha detto, tra l’altro, Coccoluto – ovvero della buona navigazione, protettrice dei naviganti. Questo grazie a un certo numero d’indizi, ovvero la scena di naufragio sul mosaico dei pesci, un ex voto per uno scampato naufragio, dove un marinaio indica un’immagine doppia, vista da un'angolazione un mollusco, dall’altra una colomba, animale sacro a Venere... la testimonianza di Phylica, nome di una fanciulla di origine greca, prostituta sacra che lasciò traccia di sé incidendo il nome su una ceramica. O il mosaico dei neri, con scena di schiavi etiopi che rimandano agli ambienti del culto di Venere, in uno degli ambienti delle terme del santuario».
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Culto di Venere. Non ancora visitabile il terrazzo sopra le Logge (sopra agli archi). «Qui – ha aggiunto – diversi edifici del culto di Venere tra cui le stesse terme del santuario. Si tratta dell’ultimo lotto di Arcus che sarà aperto al pubblico in estate, a fine del cantiere. Da questo terrazzo, affacciato sul golfo e sul castello di Populonia, una vista spettacolare e si visiteranno parte degli ambienti - anche ipogei - del culto di Venere».
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Le mura. «Una delle aree interessate dai lavori Arcus sarà aperta al pubblico dalla riapertura del parco (da questo weekend ndr). – ha confermato Coccoluto – Il nuovo percorso passa in esterno alle cosiddette mura alte, mura poligonali costruite in grandi blocchi di macigno che proteggevano la città alta, con gli edifici pubblici e sacri e le abitazioni più lussuose, sviluppandosi su di un percorso di circa 2,5 km, che cinge i poggi del Castello e del Telegrafo. Altezza massima conservata 5,5 mt. In parte – ha detto – il loro percorso era noto e già in località dei massi si poteva intravedere la sommità, ma non era ancora stata condotta un’indagine sistematica che ne studiasse le modalità costruttive e le rendesse fruibili, cioè le facesse vedere in elevato, libere dalla vegetazione che le ha inghiottite per secoli. Adesso – ha sottolineato la responsabile del parco archeologico – se ne visita un tratto in esterno e si può notare come le mura avessero una ulteriore protezione per la loro difesa, un “antemurale”. Uns sistemazione larga 1,70 m in macigno costruito parallelamente alle mura, in aderenza ai filari più bassi: elemento di protezione delle mura stesse e, allo stesso tempo, potenziamento della difesa, poiché consentivano di schierare truppe supplementari sul fronte esterno, in posizione comunque soprelevata e protetta. Le ricerche archeologiche, in collaborazione con l’università di Siena, per aprire il percorso alle mura, hanno poi riscritto la cronologia di questa imponente opera di difesa che, tradizionalmente datata a epoca etrusca (VI secolo a.C.), deve oggi essere attribuita agli inizi del III secolo a.C. in un momento in cui già Populonia è entrata nell’orbita di Roma che poco dopo, nel corso del II secolo a.C., ne ridisegnerà l’urbanistica con un grande progetto edilizio che è quel che oggi vediamo: templi, strade basolate, santuario su terrazze, domus. La visita all’Acropoli sarà fatta con la guida che condurrà i visitatori passo passo lungo il nuovo percorso. Dal primo aprile sarà possibile vedere i mosaici che decoravano le piccole terme private della domus (casa) a valle delle Logge». Dalla storia uno spicchio di futuro e non è leggenda.
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A dieci anni dall’inaugurazione al via il nuovo programma visite all’Acropoli di Populonia, con parte dei cantieri del progetto Arcus ancora in essere (l'intervento è cominciato nel gennaio 2016). Progetto da un milione di euro per la conservazione e valorizzazione del parco archeologico di Baratti e Populonia. Finanziato con bando da Arcus (società del ministero che ha il compito di sostenere in modo innovativo progetti ambiziosi nel mondo dei beni culturali) è stato pensato nell’ottica di assicurare continuità e coordinamento fra le fasi della ricerca scientifica, del restauro e della valorizzazione e fruizione dei beni archeologici del promontorio di Piombino. Tutto con la massima la collaborazione di Soprintendenza, Parchi Val di Cornia, Università.
Il parco archeologico di Baratti e Populonia sarà aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18 con la visita alla necropoli. Il sabato e la domenica, con lo stesso orario, possibile visitare anche l’Acropoli, come detto, a dieci anni dall'inaugurazione del parco (31 marzo 2007).
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