Sicurezza
Tra i delegati prevalgono cautela e timori
Il consiglio di fabbrica si è riunito per approfondire i risultati dell’incontro al Mise, prossimo vertice domani
PIOMBINO. Vertenza Aferpi. Ci sarà domani pomeriggio - non oggi come era stato comunicato in un primo momento - l’incontro al ministero. Stavolta, seduta plenaria. Nel senso che tutti i soggetti in campo - dirigenza, governo, istituzioni locali e sindacati - siederanno intorno allo stesso tavolo in contemporanea. Nessuna presenza organizzata da Fim, Fiom e Uilm sotto le finestre del Mise. Almeno per ora.
Ieri, all’indomani della riunione romana tra la delegazione Cevital guidata da Issad Rebrab, e il ministro Carlo Calenda che poi ha incontrato i sindacati, si è riunito il consiglio di fabbrica. Subito dopo, le Rsu hanno aperto le porte ai lavoratori che volevano approfondire i risultati del viaggio nella capitale. Un po’ un’assemblea - seppure in chiave ristretta - come quella fissata per venerdì prossimo. Nella quale saranno comunicati gli approfondimenti del piano presentato da Aferpi, su cui i sindacati continuano ad esprimersi con la massima cautela. E con preoccupazione. La mancanza di riferimenti alla logistica e al settore agroalimentare nella discussione, appesantisce il rischio di centinaia di lavoratori in esubero.
Gli obiettivi emersi nella riunione delle Rsu ruotano intorno a tre elementi. Ormai, storici.
Intanto, la continuità produttiva. Perchè al Mise si è parlato di partner per Aferpi. «Ma senza gli impianti in marcia la ricerca difficilmente porterebbe a qualcosa di positivo», afferma Lorenzo Fusco (coordinatore Uilm) richiamando la necessità di investimenti nel circolante per dare più respiro alla produzione. Aferpi ha parlato di 15 milioni in più. Respiro corto, insomma.
Quindi, la proroga della legge Marzano sugli ammortizzatori sociali, per armonizzarli con il nuovo cronoprogramma presentato dal gruppo. Che si impegna ad iniziare la costruzione dell’unico forno elettrico, il primo luglio, ne prevede il completamento in 24 mesi a cui sono da aggiugerne 6 per l’avviamento. Treno incluso. Primo acciaio, gennaio 2020. Tempi che, senza proroghe, cancellano la copertura sociali. Altro elemento, logistica e agroindustria, definiti imprescindibili. Un insieme con la siderurgia. «Senza queste tre componenti - prosegue Fusco - si arriverebbe a 800 persone tagliate fuori dal lavoro. Una cosa inaccettabile».
Tra i delegati è emersa la richiesta della massima trasparenza sui clienti e gli ordinativi che Aferpi afferma di avere nel portafoglio.
Intanto, il sindaco Massimo Giuliani commenta su facebook. «Domani - dice - sarà l’occasione per valutare tutti insieme il piano. C’è l’impegno comune a ricercare partner industriali o finanziari che facilitino l’investimento nella siderurgia, settore strategico per un Paese che ancora voglia definirsi potenza industriale. Resta poi ferma la volontà di veder confermate concretamente le garanzie occupazionali, la proroga della legge Marzano, la progressiva e visibile attuazione degli investimenti promessi».(v.p.)
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