«Non si costruirà nei 300 metri dal mare»
FIRENZE. «Non scardino una colonna portante del Pit. Non si costruisce a meno di trecento metri dal mare». Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale all’urbanistica, boccia l’ipotesi dello...
FIRENZE. «Non scardino una colonna portante del Pit. Non si costruisce a meno di trecento metri dal mare». Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale all’urbanistica, boccia l’ipotesi dello stabilimento termale sulla costa delle Paffe, a Cavo. Lo fa rispondendo al Tirreno, ma dopo averlo più volte ribadito al sindaco di Rio Marina Renzo Galli. «Abbiamo avuto un paio di riunioni nel corso delle quali è stata esaminata questa ipotesi – spiega l’assessore regionale – il Pit è stato approvato dalla Regione in copianificazione con il ministero ai beni culturali. Il divieto di costruire entro il raggio dei 300 metri dal mare è un asse centrale del piano d’indirizzo territoriale. Non cambiamo la nostra posizione». Ceccarelli chiude l’ipotesi Le Paffe, dunque, ma spinge l’amministrazione piaggese a poco più di un chilometro di distanza. «Abbiamo già spiegato a Galli la nostra disponibilità a collaborare con il Parco per valutare una variazione del Piano riguardo all’ipotesi di Cala Seregola – spiega – mi dicono ci siano degli immobili in avanzato stato di degrado. E l’acqua, essendo ad alta temperatura, raggiungerebbe standard ottimali essendo trasferita. Con Cala Seregola non ci sarebbe consumo di nuovo suolo e allo stesso tempo sarebbe raggiunto l’obiettivo di recuperare degli immobili abbandonati al degrado». Il sindaco ha anche proposto di traslare i volumi di Cala Seregola per costruire alle Paffe. «Non cambierebbe niente – replica Ceccarelli – si tratterebbe comunque di una nuova struttura troppo vicina al mare». (lu.ce.)
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