Si uccide gettandosi in mare con la carrozzina
Tragedia al porto, a togliersi la vita “Schumi” Nedo Guerra, personaggio molto popolare in città
PIOMBINO. Ci deve aver pensato a lungo per portare in fondo quell’idea che chissà perché e da quanto gli girava per la testa. Ieri gli uomini della vigilanza in porto lo hanno notato, con la sua carrozzina elettrica, mentre girava in lungo e in largo sulle banchine.
Ma Nedo Guerra, pensionato di 75 anni, era una figura conosciuta, sempre in giro per la città, e nessuno ha pensato al peggio. Qualcuno lo ha salutato da lontano, qualcun altro lo ha chiamato con quel soprannome affettuoso che tanti anni fa gli avevano dato gli amici: “Schumi”, il diminutivo di Schumacher, che gli avevano affibbiato per sdrammatizzare la sua condizione di disabilità, e sottolineare che lui con quella carrozzina era comunque un uomo libero di andare dove voleva.
Mercoledì 22 marzo ha girellato a lungo, poi intorno alle 16, improvvisamente ha infilato un passaggio stretto che usano di solito gli ormeggiatori, vicino ai traghetti, e si è lanciato in mare. Proprio uno degli ormeggiatori, che aveva assistito alla scena, si è subito buttato in mare per tentare di salvarlo. Ma il pensionato si era legato alla carrozzina e così è piombato sul fondo, rendendo inutile il generoso tentativo. Sul posto sono arrivati gli uomini della squadra nautica della polizia e quelli della capitaneria di porto. Ma non c’era nulla da fare, se non chiedere l’intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco. Un sub poco dopo infatti si è immerso, ha liberato il corpo di Guerra e lo ha riportato a terra. Poi la salma è stata trasferita all’obitorio.
La notizia della morte di “Schumi” si è sparsa rapidamente. Anche su Facebook in tanti hanno voluto lasciare un ricordo, nessuno ha saputo spiegarsi le ragioni del suo gesto. Certo però se di Guerra si sapeva poco, era chiaro a tutti che si trattava di una brava persona.
Benvoluto da tutti, era facile vederlo passare sulla sua carrozzina, sempre con un berretto colorato, diretto in qualche posto dove avrebbe trovato degli amici. Si fermava in un bar del centro, qualche parola con qualcuno, qualche battuta e via, ripartiva per piazza Gramsci dove faceva un’altra sosta. Ma il suo posto magico era lo scivolo di Marina, dove si ritrovava con gli amici di sempre. Uomini anziani, magari un po’ burberi, che ieri hanno versato lacrime: il loro amico, “Schumi”, se n’era andato per sempre.
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