Il Tirreno

Meno crociere in arrivo con l’addio di Costa

Meno crociere in arrivo con l’addio di Costa

Ma Casaroli (Tesi viaggi) non drammatizza: «I dati cambiano ogni anno e il vero problema sarebbe l’applicazione della tassa di sbarco»

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PORTOFERRAIO. Parte più tardi, rispetto allo scorso anno e con un minor numero di scali, la stagione crocieristica a Portoferraio. A fronte dei 122 scali, infatti, per il 2017 ne sono previsti 107.

Numeri che non sembrano preoccupare il titolare di Tesi Viaggi, Marco Casaroli, che cura l’organizzazione dei crocieristi al loro sbarco sull’isola: nel 2005 gli scali erano 82 e hanno superato la soglia dei 100 (110) solo dal 2013, fino ad arrivare a 122 nel 2016. Quest’anno la stagione inizia il 26 marzo con Arethusa e si protrarrà fino al 3 novembre.

«Quelli di quest’anno non sono numeri preoccupanti - considera Casaroli - perché dal 2005 il trend è stato positivo e lo sarà anche in futuro. Bisogna poi considerare che alcune compagnie per fidelizzare i clienti da un anno all’altro cambiano i loro itinerari. Quindi può darsi che quest’anno ci siano meno scali ma che il prossimo anno aumentino. Sono dati che cambiano ogni anno».

Sta di fatto che nel 2016 sono sbarcati sull’Elba 42.752 passeggeri (14% in più del 2015), mentre quest’anno secondo la stima di Casaroli si arriverà a circa 29.000. Un numero legato non tanto alla diminuzione degli scali quanto alla diversa capacità di trasporto delle navi che attraccheranno.

Quest’anno infatti non accosteranno le navi Costa Crociere, assenza compensata in parte dall’arrivo dell’Aida Cruises che farà però solo 6 accosti invece di 11. Casaroli è positivo ma conviene che non bisogna abbassare la guardia, prima di tutto «perché l’Elba non è una località così interessante per le crociere – Ci sono posti come Capri o Portofino che danno molta più enfasi alla crociera e sono molto amati da tedeschi e americani. L’Elba è uno sbarco comodo perché siamo a metà strada e abbiamo un molo di attracco ma come escursioni di più non possiamo fare».

Da considerare poi che anche Piombino si sta attrezzando. «Ha fatto un molo per le crociere - dice Casaroli - e fornisce servizi importanti come guide e trasporti gratuiti, mentre noi facciamo pagare tutto. Quindi dobbiamo valutare anche questo».

E c’è un altro problema che riguarda il calendario 2017: l’applicazione del contributo di sbarco anche ai crocieristi. «Sarebbe un grossissimo problema - afferma il titolare di Tesi Viaggi - perché le crociere non hanno un biglietto a cui si può aggiungere un addebito, come su un traghetto. Sono prenotate da tempo e pagate. Noi come agenzia non possiamo aumentare nessun costo, figuriamoci se pagano una tassa non preventivata. Sarebbe un grosso problema se venisse applicato il contributo di sbarco, perché non sapremmo neanche come farlo pagare».

Antonella Danesi

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