Il Tirreno

Altri interrogativi sulle previsioni per il nuovo canile

di Francesca Lenzi
Altri interrogativi sulle previsioni per il nuovo canile

Niente opera a Fiorentina senza una variante semplificata e in attesa del bilancio c’è da capire se i 450 mila euro ci sono

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Dopo un anno e mezzo la causa sul canile sembrava essere arrivata a una soluzione, ma le ultime novità sembrano gettare altre ombre sul futuro dei cani randagi ospiti del Comune di Piombino. Facciamo un passo indietro. Tutto inizia a fine ottobre 2015, quando Alessandro Napoleoni e la moglie Simona Salini presentano una causa civile contro il Comune chiedendo «l'immediata cessazione delle emissioni intollerabili provenienti dal canile di Piombino attraverso la chiusura dello stesso e la condanna al risarcimento dei danni in favore dei ricorrenti». In due parole, Napoleoni lamentava la messa in pericolo della salute delle persone che abitano alla Tolla, a causa dell'abbaiare ininterrotto, ma anche dello sporco e della comparsa di ratti nella zona della Tolla. Zona nella quale l'avvocato aveva acquistato casa nel 2012, «solo dopo aver parlato con sindaco, consiglieri, assessore competente e ufficio tecnico e aver ricevuto rassicurazioni sul futuro spostamento del canile», precisava ormai un anno e mezzo fa il legale. Dopo anni di attesa, Napoleoni perde la pazienza e la speranza di un eventuale trasloco del canile quando il Comune investe - 118mila euro (coperto per 59mila dal lascito della signora Manuela Gabellieri, il restante da un contributo regionale) per il "restyling" del canile, portato a compimento nel giugno del 2015. Da qui la decisione di fare causa. Un anno dopo l'avvio del procedimento arriva la sentenza: il Comune di Piombino perde la causa ed è costretto a risolvere, entro 90 giorni, il problema delle emissioni sonore superiori alla normale tollerabilità, oggetto del contendere: quindi trasloco o creazione di barriere sonore dal costo preventivato di 230mila euro. Il passo successivo è il reclamo avanzato dal Comune che allunga i tempi ma non cambia il provvedimento. L'ultimo atto della storia arriva alla fine dello scorso febbraio con l'approvazione in giunta della delibera che ha come oggetto il progetto definitivo di una nuova struttura. In breve, la scelta cade su un'area di campagna vicina a Fiorentina, nello specifico, in località Tuttisanti. Zona idonea per più ragioni: già di proprietà del Comune, luogo sufficientemente lontano dalle abitazioni, terreno pianeggiante e abbastanza vicino al centro cittadino per essere raggiunto agevolmente dai volontari. L'unico problema era di natura tecnica: il sito non è conforme alle previsioni urbanistiche. Tuttavia, lo stesso ingegner Santi, autore della relazione, vede una facile soluzione sulla base di una variante urbanistica di tipo semplificato. Costo complessivo dell'opera: 450mila euro. Previsione per lo spostamento: entro il 31 dicembre prossimo. Tutto bene allora? No, per due motivi. Intanto nella delibera si evidenzia come «il progetto possa essere approvato solo in linea tecnica in quanto, al momento, non è stato ancora approvato il bilancio di previsione per l'anno 2017». Approvazione che poche righe più sotto si stima entro il 31 marzo. Il dubbio è semplice: e se i soldi non ci fossero? Inoltre la bella stagione è alle porte e il tribunale, nell'ultima udienza, e in attesa del trasloco vero e proprio, pare aver chiesto al CTU, l'ingegner Frosini di Cecina, un'analisi. Su cosa? Su quanti cani sarebbe necessario spostare affinché le emissioni sonore rientrino nella norma. Un'indagine che appare sinceramente difficile da attuare, ma tant'è, e l'ingegnere deve, o dovrebbe, riuscire a dare una risposta nella prossima udienza, fissata per il 9 maggio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web