Lutto
Mancava da 33 anni Oggi l’atteso derby Piombino-Cecina
I nerazzurri sognano la serie D, i rossoblù vogliono salvarsi Difesa da inventare per Miano: in dubbio anche Fatticcioni
PIOMBINO. È una gara dalle mille sfaccettature. Oggi, alle 15, il Piombino gioca contro il Cecina un derby che al Magona mancava da 33 anni. Si gioca anche una stagione sorprendente che adesso si trova a una svolta: vincere prolungherebbe il sogno della serie D. Perdere lo ridimensionerebbe notevolmente.
I nerazzurri dovranno fare a meno degli squalificati Tommaso Rocchiccioli e Quarta,mentre sono in forse Fatticcioni (distorsione a una caviglia) e Rizzato (reduce dall’influenza).
Tra i rossoblù mancherà il pericoloso El Falahi ma ci sarà l’ex Pirone, andato via con il mercato di dicembre per decisione di Spagnesi: «Come fa a non piacere Pirone? È il valore aggiunto di ogni squadra - sostiene il presidente del Piombino - Con il tempo però abbiamo dimostrato di riuscire a fare benissimo anche senza di lui. Al di là di questo, tuttavia, sono un presidente attento alle cifre e ai costi e mi sono preso la responsabilità di fare una scelta dettata dai numeri. L’alternativa era penalizzare tutti. A ogni modo, con Pirone ci siamo lasciati in ottimi rapporti e il suo, sono convinto, è stato un arrivederci».
I giocatori mangeranno alla pizzeria da Maso, che offrirà il pranzo a tutti. Poi scenderanno in campo accompagnati dai bimbi del Piombino del 2007 e 2008.
«È un campionato sorprendente - dice Papa - In pochi si sarebbero aspettati una stagione così; ma noi ci abbiamo sempre creduto e poi sognare non costa nulla, no?».
Mentre Tommaso Rocchiccioli spiega come sia il fratello Iacopo a picchiare di più in campo («Per me in difesa è rischioso fare falli, lui a centrocampo può permetterselo»), e capitan Gherardini sostiene di aver preventivato in tempi non sospetti il raggiungimento dei playoff, è Fatticcioni a ripercorrere la svolta del Piombino dopo le prime incerte giornate: «A Castelfiorentino vincemmo 5-2 - racconta il centrale nerazzurro - Gli avversari a un certo punto ci chiesero di smettere. Ecco, andare noi, piccola squadra, sul campo difficile di una formazione dotata di giocatori forti come Rodriguez, e sentirsi dire di smettere, credo sia stata la perfetta presa di coscienza delle nostre capacità. Da lì è stata la vera svolta della stagione, e siamo stati bravi anche in seguito a non fermarci e a riprendere la marcia nonostante, ad esempio, una sconfitta immeritata come quella di Seravezza».
A non aspettarsi un campionato ai vertici era anche Miano: «Alla prima esperienza nel ruolo pensavo di trovarmi più in difficoltà - afferma il mister - Ma ho sempre creduto in questo gruppo, fatto di ragazzi disponibili, dediti al sacrificio. Devo soltanto ringraziarli. Sarà difficile riprendere il Seravezza lassù in alto, ma fino all’ultima giornata abbiamo l’obbligo di provarci».(f.l.)
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