Il Tirreno

Studenti a scuola con i detenuti

Studenti a scuola con i detenuti

Parte “Cooking for freedom”, il progetto portato avanti da Foresi e carcere

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PORTOFERRAIO. Sei studenti dell'Istituto alberghiero di Concia di Terra, diretto da Enzo Giorgio Fazio, sono protagonisti di un'azione particolarmente innovativa e di valore: faranno scuola insieme a 9 detenuti in semilibertà della casa di reclusione di Porto Azzurro. Un piano coraggioso, nell'ambito del progetto Erasmus Plus, dell'Unione Europea, chiamato “Cooking for freedom”, che è una iniziativa socioculturale del valore totale di investimento, pari a circa 100 mila euro.

Portogallo, Turchia, Lituania ed Italia hanno aderito all'esperienza di alternanza scuola lavoro ed anche al reinserimento di qualità dei reclusi nella società. Il piano è stato presentato ieri al Brignetti e Fazio ha aperto la conferenza dicendo: «Abbiamo a cuore questo corso di cucina, è un arricchimento dell'azione formativa tesa ad una forte professionalità ed anche alla solidarietà. Esiste un feeling forte con il direttore della struttura di forte San Giacomo, Francesco D'Anselmo e quindi c'è perfetta sintonia educativa».

Guido Ricci, dell'associazione Beniamino, psicologo, ha illustrato con delle slide le caratteristiche, evidenziando che durerà l' impegno fino al 2018 e punterà ai valori di formazione lavoro e rapporti umani. La referente del progetto, la professoressa Daniela Cirino, ha informato che le lezioni si terranno, fino ad ottobre, presso l'istituto e l'enoteca della Fortezza, formando una classe di 7 studenti e un'altra di 8, miste, con ragazzi del Brignetti e reclusi. «Ai ragazzi dell'alberghiero saranno dati crediti formativi – ha detto – e ai detenuti tale formazione potrà portare al futuro inserimento nel mondo del lavoro locale. Nel 2018 tali gruppi affronteranno anche degli stage di 100 ore e poi gran finale con i corsisti impegnati a preparare un grande pranzo a Pianosa».

Analoghi concetti li ha espressi la presidente dell'associazione Antigone, Chiara Babetto, evidenziando il fatto che le attività formative predisposte, create al di fuori del reclusorio, a contatto con mondo reale, risultano di certo molto più qualificanti, rispetto alla formazione interna al Forte San Giacomo.

Carlo Eugeni di Slow Food, altro partner del piano, ha toccato il tasto dell'importanza di una reale accoglienza, da parte di ristoranti e alberghi di questo impegno . «Per questo ci adopereremo al massimo, dobbiamo volere tutti un vero reinserimento nel mondo del lavoro di chi a suo tempo ha sbagliato». Presente anche Giuseppina Canu, responsabile degli educatori del carcere, che ha fatto notare come i 9 giovani scelti sono art. 21. Destinati cioè, dopo selezioni, al lavoro esterno alla casa di reclusione. Laura Berti, assessore alla politiche giovanili del Comune mediceo ha preso contatti con i referenti per dare il massimo sostegno al piano. I ragazzi di sala della docente Sarappa, hanno offerto ai convenuti un ricco buffet finale.

Stefano Bramanti

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