Il dolore
«Aferpi svenduta, Governo complice»
L’associazione organizza il viaggio per il prossimo incontro al Mise
PIOMBINO. «Saltato l’incontro del 15 marzo, con Cevital che per l’ennesima volta disdice all’ultim’ora l’incontro con il ministro Calenda, in dispregio delle istituzioni italiane e delle legittime aspettative di migliaia di lavoratori e cittadini».
E’ critico, il Coordinamento articolo 1 Camping cig, secondo cui «la multinazionale ha ormai incassato l’assenso del ministro a rinviare fino al 30 giugno la presentazione del piano industriale per Piombino: Governo e multinazionale complici nel ratificare, dal 1° luglio, la svendita definitiva di impianti (a perdere) e aree (su cui lucrare) e l’ipoteca di un solo speculatore sul futuro di Piombino e della Val di Cornia».
Ieri dunque Coordinamento Art. 1 - Camping Cig ha proseguito nella sua azione, con un presidio allestito in piazza Cappelletti, «per informare, dialogare e sollecitare. Si continuerà con la raccolta di firme – dice l’associazione – sia per raccogliere le adesioni al viaggio a Roma che organizzeremo per il prossimo incontro al Mise (27 marzo?), sia a sostegno della petizione che abbiamo lanciato, a cui i cittadini stanno dando una grande risposta (più di 1000 firme raccolte in poche ore), mostrando condivisione con gli obiettivi in essa contenuti», e cioè «fine dell’era Rebrab, pubblicizzazione dei contenuti del contratto di compravendita dello stabilimento (chi nasconde cosa?) continuità produttiva dello stabilimento sotto il controllo statale e piano B per Piombino, sciopero generale comprensoriale per il 24 marzo».
L’associazione ha poi chiesto un incontro al sindaco Massimo Giuliani per consegnargli il testo della petizione e le relative firme, «e per un confronto sulle cose da fare per uscire da un attendismo deleterio per la nostra città e per tutta la Val di Cornia al fine di scongiurare il drammatico epilogo che si prefigura per il 30 giugno».
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