Il dolore
Bandi e graduatorie, ecco tutte le regole
Reddito e composizione del nucleo familiare tra gli indicatori. Dal 2013 sono 317 le domande con 125 assegnazioni
PIOMBINO. Trecentodiciassette domande presentate, di cui 289 ammesse, circa 200 di italiani e un’ottantina di stranieri, 23 provenienti da nuclei familiari composti da anziani e tre da giovani coppie.
Le statistiche riguardano l’ultima graduatoria disponibile, quella del 2013, per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune di Piombino. I bandi per la graduatoria hanno cadenza quadriennale e sono attivati indipendentemente dalla disponibilità di alloggi. Entro quest’anno, quindi, dovrà uscire un nuovo bando. A fronte delle domande presentate, dal 2013 a oggi, sono stati assegnati 125 alloggi popolari.
E l’assegnazione non segue l’ordine della graduatoria, nel senso che dipende dal numero di stanze delle case disponibili.
Se, ad esempio, il primo nucleo in graduatoria è composto da una famiglia piccola, ma c’è disponibilità di un alloggio molto grande, allora la graduatoria scorre.
I requisiti di accesso all’edilizia residenziale pubblica e i relativi punteggi sono svariati. Sono presi in considerazione, ad esempio, il reddito e la composizione del nucleo familiare.
Per cui, ad esempio, chi ha più figli ottiene un punteggio maggiore. Lo stesso vale se in famiglia c’è la presenza di portatori di handicap, secondo la logica per la quale chi vive in una condizione familiare di maggiore disagio ha più necessità di un alloggio popolare.
Altri indicatori sono l’età avanzata e l’assenza di titolarità di una proprietà. La storicità della permanenza in graduatorie precedenti dà poi punteggio, così come lo sfratto per finita locazione. Ciò non vale, invece, per lo sfratto per morosità incolpevole, quello dovuto, ad esempio, alla perdita del lavoro.
A essere titolari degli alloggi sono i Comuni, che si occupano della graduatoria e dell’assegnazione degli appartamenti.
Successivamente la gestione dell’edilizia residenziale pubblica spetta a Casalp che cura, tra le altre cose, le opere di manutenzione.
Ma una casa popolare così come viene assegnata può anche venire revocata. L’accertamento del mantenimento dei requisiti è uno degli scopi dei controlli che Casalp mette in atto costantemente avvalendosi della Guardia di finanza e del Comune, che agisce parallelamente anche con proprie verifiche.
In caso di perdita dei requisiti o nel momento in cui è accertato che l’assegnatario della struttura non vive nell’alloggio, condizione questa detta di negligenza, allora viene disposto dal Comune il provvedimento di decadenza, con un’ordinanza di sgombero, eseguita dalla stessa amministrazione con l’ausilio della polizia municipale. La decadenza dall'immobile può scattare anche a seguito di un periodo di morosità colpevole superiore a sei mesi, mentre non è prevista in caso di falsa dichiarazione dei redditi. (c.g.)
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