Il dolore
«Sant’Antimo sopra i canali la conversione è possibile»
La giunta replica a Rifondazione dopo che è in corso la vendita del bene storico e precisa che comunque serve l’autorizzazione della Sovrintendenza
PIOMBINO. Sulla vendita della chiesa duecentesca di Sant'Antimo sopra i Canali. L'assessore all'urbanistica Carla Maestrini e l'assessore alla cultura Paola Pellegrini rispondono all'interpellanza del capogruppo di Rifondazione con la quale Fabrizio Callaioli chiede delucidazioni sulla vendita e sulla destinazione degli spazi.
«Gli interventi - specifica l'assessore Maestrini - sono stati disciplinati dal Piano di recupero approvato nel 2001. Un piano su cui non furono presentate osservazioni e su cui la Soprintendenza si espresse favorevolmente. Il Regolamento vigente ha confermato le destinazioni funzionali del Piano, nel frattempo decaduto».
Questi strumenti stabiliscono che la chiesa possa essere destinata a edificio per il culto, biblioteca, sala conferenze-auditorium, galleria d'arte, centro culturale polivalente, sede bancaria di rappresentanza, uffici professionali, scuola di danza e ginnica, centro fitness, libreria, centro medico, farmacia, erboristeria, bar e ristorazione, antiquariato, sede di associazioni, centro informatico, centro di supporto ad attività marittime e portuali, show rooms e attività di interesse pubblico e collettivo escludendo la funzione residenziale. Si stabilisce anche che il corpo di fabbrica addossato alla chiesa, il cosiddetto "matroneo" possa essere destinato a funzione residenziale, direzionale, turistica. «Gli elaborati del piano relativi allo stato di fatto - afferma l'assessore - danno conto del profondo stato di alterazione e compromissione, anche a seguito della riconversione in ospedale. Le norme del Piano prevedono dunque un recupero e un restauro filologico della navata centrale e la separazione fisica e volumetrica tra la navata chiesa e quella del matroneo a tutela della centrale. In ogni caso - spiega - la presentazione di eventuali richieste è condizionata all'autorizzazione della Soprintendenza».
L’assessore alla cultura Paola Pellegrini spiega che negli anni l'amministrazione ha tentato di trovare un accordo per acquistare la chiesa.
«Non ultimo il tentativo dell'estate 2015 - afferma - quando però ormai la proprietà stava stringendo i tempi. Purtroppo l'acquisto è stato impossibile per la cifra inarrivabile, nonostante ci fossimo attivati per reperire finanziamenti pubblici. Nel caso in cui la vendita andasse a buon fine - non risulta essere ancora conclusa - cercheremo di capire le possibilità di collaborazione per l'uso a fini culturali del bene storico».
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