Il dolore
Il balzello anche a chi resta a bordo
Il paradosso potrebbe crearsi per le difficoltà nelle modalità di riscossione
PORTOFERRAIO. Il contributo di sbarco sarà dunque applicato alle navi da crociera. Perfetto, ma chi paga? Ebbene la riposta a questa domanda può apparire scontata ma non lo è fino in fondo. Il motivo? Nell’ipotesi più probabile il contributo sarà pagato non solo dai passeggeri che sbarcheranno effettivamente sul territorio dell’isola, ma da tutti coloro che saranno a bordo della nave da crociera. Sia in quelle accostate alla banchina dell’Alto Fondale, sia in quelle che resteranno in rada. E - è questo il particolare più curioso - la quota di 3,50 euro sarà pagata anche dai crocieristi che decideranno di non mettere piede sul territorio elbano e che, magari, se ne staranno a bordo della nave a prendere il sole in piscina o a pranzare in uno dei ristoranti di bordo. In questo caso più che il contributo di sbarco, si pagherà una sorta di contributo di “avvicinamento”.
La questione pare di “lana caprina”, ma in realtà non lo è ed ha a che fare con le difficoltà di modalità di riscossione del contributo. Il metodo più semplice, sebbene non sia ancora stato concordato con i diretti interessati, è la riscossione da parte degli agenti marittimi. Sarebbe improbabile, oltreché curioso, allestire una sorta di banchetto in banchina, dove riscuotere 3,50 dai passeggeri che effettivamente mettono piede sull’isola. «Il modello di contributo di sbarco è stato sperimentato su piccole isole, dove tutti i passeggeri arrivano con delle minicrociere e, necessariamente, sbarcano – spiega l’agente di viaggi Marco Casaroli – per l’Elba la questione è diversa». Nei mesi scorsi l’Autorità portuale aveva inviato una lettera ai sindaci dei Comuni elbani chiedendo la non applicazione del contributo alle crociere, per non penalizzare il settore. Ma la richiesta non è stata accontentata. (lu.ce.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
