Il Tirreno

Un anno e mezzo per eco e mammografia

Un anno e mezzo per eco e mammografia

Lunghe attese per sottoporsi agli esami diagnostici extra screening necessari alla prevenzione del tumore al seno

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PIOMBINO. Eco al seno e mammografia: se ne riparla a luglio e ad agosto. Del 2018.Tra un anno e mezzo. Giorno più, giorno meno. Qualche mese prima, spostandosi oltre canale.

L’ultima segnalazione in ordine cronologico riguarda una prescrizione presentata allo sportello Cup venerdì scorso. Ma non è l’unica. Per il seno in particolare, la prevenzione oncologica marcia al rallentatore. Lo screening viaggia su un altro binario. E piuttosto bene.

La Regione ha deciso recentemente di allargare la fascia di età estendendolo alle donne dai 45 ai 74 anni. Un potenziamento che si materializzerà gradualmente nell’arco di 5 anni. Una volta a regime, alle donne sotto i 50 verrà offerta la mammografia annuale. A quelle di età superiore, il controllo sarà garantito ogni 2.

Il punto è l’altro. Riguarda tutte le donne che non rientrano nella fascia. O che hanno bisogno di un controllo annuale perchè presentano fattori di rischio potenziale. E che magari non lo sanno. Oppure, semplicemente, perchè a volte due anni possono essere troppi e incidere sul decorso della malattia.

Nell’elenco delle attese pubblicato sul sito dell’Asl, l’ultimo mese utile è il gennaio scorso. Da chiarire che si tratta di tempi medi di attesa. Una formula che prende in considerazione la somma dei tempi di attesa in giorni, registrati per ciascuna prestazione eseguita in quel mese, diviso per il totale di prestazioni erogate. Per la mammografia sono indicati 338 giorni a Villamarina, 408 a Livorno, 342 a Cecina, 33 all’Elba. Media aziendale, 388 contro i 60 indicati dalla Regione. Non va meglio per l’ecografia, in cui Piombino ha il record con 369. Nel capoluogo scendono a 187, 127 a Cecina, 56 all’Elba. Tempo medio aziendale, 220 contro i 30 che vorrebbe registrare la Regione.

A corredo dei numeri, l’Asl ricorda che si può optare per qualunque ospedale sul territorio aziendale. E che per le patologie oncologiche sono attivi percorsi specifici. Ricorda anche che funziona il cosiddetto "Day service", una modalità organizzativa che prevede, per selezionate e particolari patologie, l'erogazione di "pacchetti" di prestazioni ambulatoriali necessarie alla formulazione della diagnosi o della terapia in tempi ridotti.

Bene. Ma la domanda - retorica - resta questa. E’ accettabile aspettare un anno e mezzo per potersi sottoporre ad una mammografia? C’è anche una risposta. Retorica anche quella. Per chi può permetterselo. Specialmente di questi tempi.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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