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Piscicoltura, un settore in espansione

Piscicoltura, un settore in espansione

Seminario in Comune con associazioni e produttori. Ma l’estensione degli allevamenti preoccupa i pescatori

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PIOMBINO. Integrazione delle attività di acquacoltura e di pesca. Lavoro di concertazione tra produttori per garantire lo sviluppo di settori che possono diventare strategici nell’ottica della diversificazione economica di Piombino. Valorizzazione delle tradizioni locali attraverso la creazione di un’organizzazione di produttori e di un marchio unico di promozione dei prodotti. Con un occhio di riguardo per l’ambiente e la sicurezza alimentare.

Questi sono stati i temi trattati nel seminario che si è svolto ieri mattina in sala consiliare. L’evento, organizzato da Federpesca e Api, Associazione piscicoltori italiani, in collaborazione con il Comune di Piombino, aveva lo scopo di informare gli operatori di acquacoltura e piscicoltura sulle diverse modalità di gestione delle attività mostrando, d’altra parte, l’importanza di un lavoro comune per arricchire il territorio e far fronte alla concorrenza.

Al seminario hanno partecipato Luigi Giannini, presidente nazionale di Federpesca, Pier Antonio Salvador, presidente Api, Roberto Manai, referente regionale Federpesca, il vicesindaco Stefano Ferrini, Andrea Fabris, direttore Api, Mario Bello, segretario generale della Federazione delle organizzazioni di produttori di pesca e dell’acquacoltura italiana, Paolo Bray, direttore dell’organizzazione “Friend of the sea”, Marco Gilmozzi, vicepresidente Api e Maurizio Poli, dirigente del demanio marittimo del Comune di Piombino.

Nel corso del dibattito è stata sottolineata la necessità di creare sul nostro territorio un’organizzazione qualificata di acquacoltori, per far crescere il settore e per renderlo capace di far fronte a una domanda che, attualmente, è soddisfatta soprattutto da produttori esterni.

«A Piombino esiste già una realtà piuttosto avanzata da questo punto di vista – ha sottolineato Maurizio Poli –. Tre produttori di piscicoltura sono insediati e un altro lo farà a breve. Altri due operatori, inoltre, hanno ritirato i titoli concessori per l’attività di itticoltura. Da questa gestione sperimentale vorremmo passare a una più strutturata, che contiamo di sviluppare anche attraverso la logistica. Torre del Sale e, in prospettiva, la realizzazione del porto della Chiusa di Pontedoro, potranno garantire agli operatori servizi come ormeggi e capannoni».

Tutto ciò nel rispetto dell’ambiente, sia sottoponendo i nuovi impianti a Via, valutazione di impatto ambientale, sia attraverso un monitoraggio costante nel tempo. La rassicurazione è venuta anche a seguito dell’intervento al seminario dei rappresentanti di alcune cooperative di pescatori di Piombino, che si sono detti preoccupati delle conseguenze che un’estensione degli allevamenti può avere sul mare, nonché sulle prospettive dei pescatori stessi.

«Come Comune puntiamo a raggiungere l’integrazione tra attività quali la pesca e l’acquacoltura – ha detto Stefano Ferrini – perché solo lavorando insieme è possibile affrontare la concorrenza ed essere competitivi. La diversificazione economica, inoltre, parte anche dal corretto utilizzo delle nostre risorse naturali».

Claudia Guarino

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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