La manifestazione
Otto arresti, stop alla banda della droga
Operazione "Vesuvio Elbano": maxi retata dei carabinieri contro l’organizzazione che riforniva a cadenza settimanale il versante orientale dell’Elba
PORTO AZZURRO. La droga arrivava a cadenza settimanale attraverso due fonti di approvvigionamento diverse, una a Napoli e una a Genova. Chili di hashish, marijuana e cocaina spacciati attraverso i contatti locali nel versante orientale dell’isola, con base a Porto Azzurro. E il volume di affari era di tutto rispetto, basti pensare che i carabinieri dell’isola d’Elba hanno accertato un flusso di denaro (i pagamenti avvenivano tramite canali considerati sicuri e in prevalenza con carte prepagate), pari a circa 70mila euro in poco più di quattro mesi. Sono alcuni dei dettagli dell’organizzazione colpita dai carabinieri della compagnia dell’isola d’Elba con l’operazione ribattezzata “Vesuvio elbano”, vista la provenienza partenopea di alcuni dei protagonisti della banda.
Un’operazione scattata all’alba di giovedì e conclusa con l’arresto di sette persone e con il sequestro di 2,5 chili di sostanza stupefacente (a cui si aggiungono gli oltre cinque chili di hashish sequestrati nel dicembre del 2016 dai militari sul porto di Portoferraio per un valore complessivo di 35-40mila euro), delle carte prepagate utilizzate per i pagamenti e di circa 3.300 euro in contanti.
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La maxi retata. I carabinieri della compagnia dell’isola d’Elba entrano in azione all’alba di giovedì per l’esecuzione di tre misure cautelari disposte dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Livorno Antonio Del Forno. Una decisione, quella del Gip, arrivata al termine di una lunga quanto complessa attività di indagine condotta dai carabinieri dell’isola, coordinati dal pm Massimo Mannucci, fin dal giugno del 2016, andata avanti tra alti e bassi grazie a un imponente lavoro fatto di pedinamenti, accertamenti di natura tecnica e analisi dei flussi di pagamento tra alcuni dei soggetti coinvolti nello spaccio di droga nel versante orientale dell’Elba orientale.
L’impennata, se così si può chiamare, delle indagini si ha lo scorso dicembre, quando i militari arrestano sul porto di Portoferraio una persona residente a Genova, Simone Orru di 34 anni, con, nascosti nello zaino, più di cinque chili di hashish. È la svolta per le indagini che, in tempi spediti, si chiudono intorno a tre persone, considerati i vertici dell’organizzazione. Si tratta di Mauro Nacca, napoletano di 31 anni che attualmente si trova già in carcere a Porto Azzurro, del fratello Marco Nacca di 34 anni residente a Napoli e arrestato dai militari elbani in collaborazione con le compagnie di Napoli Poggio Reale e di Castello di Cisterna. Con loro è stato arrestato a Genova, in collaborazione con i carabinieri della compagnia di Genova San Pier D’Arena, anche il 69enne calabrese Emilio Raso, nato a Cittanova (Reggio Calabria), residente nel capoluogo ligure e con numerosi precedenti specifici. I tre hanno trascorso un periodo assieme all’interno del carcere di Porto Azzurro e, probabilmente, è proprio nel penitenziario che ha preso forma l’organizzazione dedita allo spaccio di droga.
Nel tardo pomeriggio di venerdì 3 i carabinieri elbani hanno preso una quarta persona coinvolta che, al momento delle perquisizoni di giovedì mattina, si trovava all’estero per un viaggio. Si tratta di Stefano Angellotti, trentenne di Porto Azzurro: per lui il Gip ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’obbligo d’uso del braccialetto elettronico. Le tre persone sono accusate di traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di droga i fini di spaccio.
Le perquisizioni. Nel giorno dell’esecuzione delle misure cautelari, tuttavia, i militari hanno allargato le maglie dell’operazione. Fin dall’alba di giovedì sono scattate le perquisizioni nei comuni di Porto Azzurro, Portoferraio, Marciana e Campo nell’Elba. Le attività hanno impegnato tutti gli uomini e i mezzi a disposizione della compagnia dell’isola d’Elba e non solo: per le perquisizioni sono state utilizzate tre unità cinofile dei carabinieri, due in arrivo da Firenze e una da Pisa. I militari hanno sequestrato altri 2,5 chili di droga pronta per essere venduta sul territorio elbano, la carte prepagate e 3.300 euro in contanti. E, su richiesta del pm di turno Daniele Rosa, i carabinieri hanno arrestato altre quattro persone residenti all’Elba in flagranza di reato, alcune delle quali incensurate, ritenute responsabili del reato di detenzione di droga ai fini di spaccio. Si tratta di Yuri Colapinto, 21 anni di Porto Azzurro, del fratello Christian Colapinto, 23 anni di Porto Azzurro, di Andrea Pastorelli, 41 anni di Marciana e del 42enne, leccese ma residente a Porto Azzurro, Alessandro Schirinzi.
Tutti coinvolti a vario titolo nelle attività di spaccio di droga, in particolare nel versante est dell’isola. Un’attività portata avanti in modo «ben oliato», hanno spiegato i carabinieri elbani, attraverso continui spostamenti di corrieri dall’isola d’Elba ai centri di approvvigionamento di Napoli e Genova e tramite forme di pagamento difficili da captare da parte degli inquirenti. L’organizzazione, secondo i carabinieri, muoveva sull’isola quantità importanti di droga.
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