Il Tirreno

Ex Poste, una libreria contro la depressione del centro storico

di Luigi Cignoni
Ex Poste, una libreria contro la depressione del centro storico

La proposta di Michele Alessi al Comune di Portoferraio «Mi piacerebbe mettere la mia passione al servizio della città»

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PORTOFERRAIO. «Mi piacerebbe mettere la mia passione al servizio degli altri e allo stesso tempo fare qualcosa per la mia città». Ecco come nasce il progetto di aprire, nel centro storico, una libreria / centro culturale. Non solo. Ma anche realizzare un luogo di riferimento culturale per la città; uno spazio in cui si produce cultura attraverso conferenze, dibattiti, presentazioni delle novità editoriali, tavole rotonde su argomenti d'attualità e di letteratura. Michele Alessi, portoferraiese di 44 anni, ci sta pensando da tempo. E, in questi giorni, ha presentato al Comune di Portoferraio un progetto concreto per l’utilizzo dei locali al piano terra dell'ex Palazzo delle Poste, in piazza Gori, sfruttando l’opportunità garantita dal nuovo “regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. «Ora aspetto soltanto che gli amministratori mi diano una riposta – spiega Michele – Ma sia chiaro, non voglio mettere le mani su un bene di tutti, né voglio speculare. Il Comune potrebbe fare un bando aperto a tutti, quello che ho fatto è proporre un servizio di cui tutti, nel centro storico, potrebbero fruire».

Il cuore della città svuotato.

È una proposta in controtendenza, quella avanzata da Michele Alessi. In primis per il luogo, visto che il centro storico di Portoferraio negli ultimi anni si sta svuotando di servizi. In seconda battuta per il tipo di attività: si legge sempre meno e le librerie, anziché aprire i battenti, di solito chiudono: ne è la prova la recente chiusura della storica libreria Il Libraio in calata Mazzini. Così, progressivamente, il centro storico del capoluogo elbano si è trovato senza più una libreria, oltreché senza una rivendita di giornali.

Per trasformare i locali sarebbero necessarie non solo le energie (Michele ne ha tante da vendere), ma anche disponibilità di risorse economiche, necessarie a investire. «Ho inoltrato la richiesta di gestire lo spazio dell'ex Palazzo delle Poste al Comune - puntualizza - proprio perché ci sarebbe bisogno di un incentivo, o magari un affitto calmierato, che solo l'ente pubblico potrebbe garantire, visto e considerato il ruolo sociale e di aggregazione che andrebbe a svolgere il nuovo locale in città. Una cosa è sicura: con la libreria in quanto tale non ci si arricchisce. Le motivazioni di fondo che mi hanno incoraggiato nella scelta di aprire un tipo di attività commerciale vanno ricercate nella passione».

Il centro di aggregazione.

La libreria che Alessi vorrebbe aprire in centro storico non sarebbe solo un luogo dove acquistare un libro, ma anche dove ricevere informazioni sulle eccellenze e i siti storici che si trovano all'interno delle mura medicee. In parola povere si tratterebbe di offrire servizi d'interesse pubblico, naturalmente in collaborazione con enti, associazioni e altri organismi interessati. E un punto di ritrovo, dove leggere e informarsi. «Ci sarebbe anche la possibilità di consumare un caffè». spiega.

Opportunità e destagionalizzazione.

L’obiettivo, insomma, è chiaro. Trasformare le sale che l'amministrazione comunale concederebbe in luoghi di interazione con i cittadini, i residenti e ospiti sotto l'egida della cultura e del libro. È anche una sfida per cercare di contrastare (con quali risultati lo vedremo) delle librerie virtuali dove per forza di cose i rapporti tra venditore e clienti sono inesistenti. «Per quanto mi riguarda - conclude infine sempre Michele Alessi - sono arrivato a un'età in cui, stanco di fare lavori stagionali indirizzati al turismo, vorrei dedicarmi a realizzare qualcosa di importante e costruttivo per la città e per l'Elba. Mi piacerebbe mi venisse data questa opportunità»..

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