Finanza
Chiusa di Pontedoro: il diporto è Doc
Assemblea dei soci e progetto in dirittura d’arrivo tra cantieristica, rimessaggio, nautica sociale e sportiva
PIOMBINO. Un’infrastruttura portuale d’eccellenza, ad un uso prettamente diportistico, ma anche con spazi per la cantieristica che sembrano interessare a aziende di prestigio, come Azimut-Benetti, che produce yacht di lusso. E la location parla da sé: la Chiusa di Pontedoro.
L’industria siderurgica, anche qui, è di fronte ad una stringente necessità di risposte. Ma oggi più che mai si devono fare passi importanti per il destino di tutti: dunque il porto, come motore del rilancio e i cassoni della Concordia sono già arrivati; ma pure l’attività cantieristica, sollecitata a più voci. Dunque prossima la realizzazione per il nuovo porto turistico alla Chiusa. Dalle prime stime il costo di costruzione è di 80 milioni di euro.
Più chiarezza, dopo anni di attesa, dopo l’ultima assemblea - nella sala congressi del Phalesia - dei soci della Cooperativa “La Chiusa di Pontedoro”, aggiudicataria della procedura Burlando (2013). Tra le associazioni che la sostengono Arci Pesca, Lega Navale, la Provvidenza vela insieme, il Porticciolo. A parlare dei prossimi step il sindaco Massimo Giuliani e il presidente della cooperativa Lio Bastianini.
Sala colma di soci e di persone interessate per un progetto - finalmente - in dirittura d’arrivo. «Nel mese di maggio – ha ricordato Bastianini – è prevista la conclusione dell’iter Via/Vas e si prevede la consegna in concessione delle aree per l’avvio degli appalti».
«Ai soci – ha aggiunto il presidente – verrà chiesto entro marzo un primo impegno economico propedeutico alla stipula del pre-contratto che avverrà a luglio e che prevede già la scelta del futuro posto barca».
Soddisfazione condivisa anche dal sindaco di Piombino che vede in questo progetto «il primo esempio concreto di diversificazione economica del territorio – ha sottolineato Giuliani – e che ha già proiettato Piombino al primo posto nazionale per produzione agroittica. Infatti, oltre al porto turistico e alla cantieristica, è prevista proprio la darsena pescherecci. Futura base di partenza per l’attività agroittica al momento derogata al porto Enel».
La proposta della cooperativa contiene la previsione di 11 lotti per la cantieristica navale con i relativi canali di alaggio. Un elemento che, insieme, alle altre caratteristiche progettuali (571 posti barca per l’approdo turistico, più 57 posti per pescherecci e attività ittiche e altri 209 posti barca per la nautica sociale e sportiva) rendono il progetto molto apprezzabile. Prevede inoltre l’occupazione di 200mila mq di specchio acqueo e 230mila mq di superficie a terra ( per un costo di costruzione, come detto, di 80 milioni di euro). Previsti 4000 mq di commerciale e uffici, 1600 mq di box e servizi, 80mila mq di superficie produttiva e 20mila di capannoni per il polo della cantieristica, 2.600 mq di mercato ittico e magazzini, 28mila mq di aree per il rimessaggio e per piccole riparazioni riservate alla nautica sociale e sportiva, coperture fotovoltaiche per una potenza complessiva di 3,9 mw. Chi fosse interessato si può rivolgere agli uffici della Cooperativa, nella sede di Piombino in piazzale Premuda 2/l allo 0565 49859. Progetto, video e info sul sito www.cooplachiusa.com oppure sulla pagina Facebook “La Chiusa di Pontedoro Società Cooperativa”.
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