Italia
Condannati per aver raggirato l’anziana zia
Lui e la compagna prosciugarono i conti della donna e si presero anche la casa Due anni e 4 mesi più il risarcimento agli eredi: provvisionale di 200mila euro
SAN VINCENZO. Due anni e quattro mesi di reclusione per circonvenzione continuata di incapace: nello specifico, per aver approfittato delle condizioni dell’anziana zia della quale avevano non solo prosciugato i conti correnti ma anche venduto, a pochi soldi, una casa per ricomprarsela subito dopo. Tutto questo in danno della zia e poi degli eredi legittimi. Finché gli stessi eredi non hanno messo in moto l’indagine e il processo.
Due anni e quattro mesi, dunque, mille euro di multa e la condanna a risarcire gli eredi della donna in sede civile, con una provvisionale già fissata a ben 200mila euro. Più ovviamente le spese processuali. Si è concluso così in tribunale a Livorno, con la sentenza del giudice Angelo Perrone, il processo nei confronti di Fausto Salti (53 anni) e Danila Genovesi (50). I due erano accusati anche di falso in scrittura privata e sottrazione di cose comuni, ma per questa imputazione residua sono stati assolti in quanto il fatto non è più previsto dalla legge come reato.
La vicenda ruotava attorno alla casa e ai conti correnti della zia di Salti, Pasquina, deceduta nel luglio del 2009 al termine di una lunga malattia che, unita all’età avanzata, come scrisse a suo tempo il pm Gianfranco Petralia ne aveva ridotto le capacità cognitive.
Il nipote era accusato di aver convinto la zia a rilasciargli una procura generale per amministrare i beni della donna. Con quella procura, Salti vendette un appartamento della zia a un prezzo irrisorio, 45mila euro. Appartamento poi ricomprato il giorno stesso da Genovesi, che all’epoca era la compagna di Salti.
Salti era accusato anche di aver prelevato dai conti correnti intestati alla zia circa 140mila euro tra contanti, assegni e pagamenti con Pos: per la precisione 89.317,33 euro da un conto corrente acceso nella filiale di San Vincenzo della Cassa di Risparmi di Lucca, Pisa e Livorno e altri 48.564,19 euro che erano depositati su un conto del Monte dei Paschi.
L’indagine partì quando si opposero gli eredi legittimi della donna. Eredi per i quali ora il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento da liquidare in sede civile: sono Andrea Salti, Antonella Salti, Silvana Bandini, Iliano Salti, Soriano Salti, Alba Simoni, Lida Salti, Angiolino Benucci, Roberto Benucci, Luciana Petri, Maura Petri, Renzo Petri, Loriana Petri.
Salti e Genovesi, difesi dall’avvocato Francesco Virgone, furono rinviati a giudizio nel dicembre 2013. Il processo è cominciato nel maggio 2014. Ora si è concluso in primo grado con questa condanna.(adg)
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