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Sciopero Unicoop sospeso in vista di un incontro

Sciopero Unicoop sospeso in vista di un incontro

Entro il 3 il tavolo tra azienda e sindacati per entrare nel merito del piano mentre per Aferpi Fim, Fiom, Uilm e Ugl confermano il corteo di giovedì

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PIOMBINO. Confermato lo sciopero di giovedì prossimo in Aferpi. Sospeso, invece, quello dei lavoratori Unicoop che prevedibilmente avrebbe dovuto svolgersi il 3. Fonti sindacali parlano infatti della convocazione imminente di un incontro con i vertici aziendali, maturato in seguito alle dichiarazioni accennate dal presidente Marco Lami su un piano di rilancio che organizzazioni e lavoratori hanno bisogno di conoscere al più presto.

La partecipazione massiccia e appassionata alle assemblee e l’annuncio dello sciopero può aver accelerato la ricerca del vertice. Il primo, dopo la comunicazione del piano di tagli, con vendite e chiusure, in cui si quantificano 481 esuberi. Il numero è calibrato sul personale a tempo pieno. Spalmato sui part time, formula contrattuale molto utilizzata da Unicoop, cresce fino a 6-700 persone. Lami aveva espresso anche la volontà di raggiungere soluzioni condivise. Un piccolo spiraglio, insomma, anche se il percorso si presenta in salita.

E’ probabile che la riunione si svolga prima del 3. In base agli esiti, i sindacati decideranno se scongelare o meno lo sciopero con manifestazione davanti alla sede di Vignale dove i posti di lavoro a rischio sono 160, con inevitabili riflessi negativi sull’indotto e le realtà terziarizzate.

Sul fronte della fabbrica, Fim, Fiom, Uilm e Ugl hanno definito le modalità con cui si svilupperà la giornata di giovedì.

Lo sciopero sarà di 24 ore con concentramento e partenza alle 9,30 da largo Caduti sul lavoro (ex cavalcavia dello stabilimento). Apriranno il corteo i vertici nazionali dei sindacati che hanno sottoscritto l’accordo di programma. Per il comizio - e a memoria è la prima volta che accade - si è scelto corso Vittorio Emanuele, davanti al palazzo comunale.

Nel volantino di invito alla partecipazione, è sottolineata la lenta agonia dello stabilimento. «Manifestiamo - si legge - in difesa del progetto Piombino che deve essere salvaguardato a prescindere». Un termine, quest’ultimo, che negli ultimi tempi viene utilizzato ripetutamente. Come a sottintendere che per sindacati il piano resta quello configurato dall’accordo di programma, indipendentemente dalla presenza o meno di Issad Rebrab. Senza omettere il fatto che i firmatari sono tenuti a rispettare tutti gli impegni presi.

Per Fim, Fiom, Uilm e Ugl quello di giovedì è solo l’inizio di una mobilitazione «che continuerà fino a quando Piombino non avrà certezze sul proprio futuro. Un futuro che non può fare a meno dell’industria». (v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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