Gioco
La città si spegne insieme alle fabbriche
In centro chiudono “Motivi”, “Goldenpoint” e “Morgana”, i saldi di questi giorni occasione per salutare i clienti più affezionati
PIOMBINO. Insegne si spengono ancora in corso Italia, via Ferrer, corso Vittorio Emanuele: non per traslocare (magari già tentato, per pagare un po’ meno d’affitto). Ultimi saldi e un saluto ai clienti più affezionati.
«L’ho detto e scritto più volte purtroppo – ricorda il vicesindaco Stefano Ferrini, assessore alla attività produttive – quando chiude un’attività è sempre una sconfitta per chi amministra. Dura sconfitta: perché le conseguenze di questa crisi, le conseguenze di una città che per troppo tempo ha guardato solo alla grande industria e crollata questa, crolla tutto, le paga soprattutto chi non ha ammortizzatori. E cioè il mondo del commercio e dell’artigianato. Stiamo provando a cambiare, ma non si inventa un nuovo sviluppo in pochi anni. In bocca al lupo a tutti, per tutto».
“Motivi” in corso Italia (parte nobile, verso piazza Verdi) ultimo giorno domani. Stesso destino in corso Vittorio Emanuele per “Goldenpoint” il 31 gennaio.
Qualche settimana e sarà la fine della storia di “Morgana”, via Ferrer. Pure altri negozianti, in attesa di risposte, prima di decidere se è il momento, dopo tanti rinvii, di tirare giù la saracinesca. Situazioni diverse, difficili, nel cuore di un’unica Piombino sul baratro economico – e dopo decine di anni – della crisi legata all’indotto fabbrica. Storie di commercianti , non di numeri dalle associazioni.
“Motivi”. Il primo a chiudere, Federico Bartoletti «35 anni a febbraio – sorride – con la mia socia, mia cugina Virginia Riccardi dobbiamo mettere la parola fine a un’avventura cominciata 13 anni fa con Sasch. Quando è fallito il marchio non noi, abbiamo deciso di restare – racconta – Piombino, ancora, sembrava offrire opportunità e dunque abbiamo proseguito con “Motivi”, una collezione comunque legata a nomi tipo Luisa Viola, Caractère, Oltre, Elena Mirò... a cui dobbiamo tanto. Ma ora non è più cosa: l’affitto qui è 2800 euro al mese – dice Federico – ci sono state spese di ristrutturazione, con una vetrina da 6mila euro che consentisse il riciclo dell’aria: ma coi condizionatori e qui mica si vende prosciutto! O le 400 euro per la spazzatura buttando solo la carta nella differenziata?». Federico e Virginia sempre in prima fila tra i promotori e finanziatori di iniziative col Centro commerciale naturale 150 vetrine. «Settore penalizzato – sottolinea Federico – Debiti senza ammortizzatori, mentre la gente compra sul web e poi viene qui a cambiare i capi magari vivendo due portoni dopo il negozio. Impossibile assumere perché non resta nulla, certo mai tempo per vivere. Meno male, avendo fatto l’istituto alberghiero, non ho mai smesso di lavorare pure altrove».
Il 31 gennaio. Stabilita la data per “Goldenpoint”. «Dal 2008 – ricorda Debora Saba – ho investito tutto in questa attività, anche il tempo: non è bastato. I piombinesi? Per fare acquisti vanno fuori. Una signora è venuta qui a cambiare cose acquistate da “Goldenpoint” a Livorno, scontrino da 300 euro. Un conto è comprare altrove in un negozio diverso, ma così! I commercianti non rubano, né hanno ammortizzatori sociali,devono solo ricominciare da capo...».
Chiuderà tra poche settimane “Morgana” ora in via Ferrer. «Mi ero trasferita da via Costa... e avanti per 14 anni, ma è inutile stare in negozio un’infinità di ore – conferma Lucia Bernardini – Acquisti internet o comunque altrove. Mi son fatta degli amici anche fra i clienti, ma non posso più ad andare avanti. Non so quanti curriculum ho distribuito...». La voglia di fare, lavorare, rischiare c’è, manca cavarsela onorevolmente.
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