Il Tirreno

Terme nelle ex cave delle Paffe Tutti d’accordo, ma tanti paletti

di Luigi Cignoni
Terme nelle ex cave delle Paffe Tutti d’accordo, ma tanti paletti

Cavo cerca nuovi sbocchi occupazionali. Salone della Misericordia pieno all’inverosimile Sindaco e vicesindaco confermano gli impegni «sperando di non impiegare tempi biblici»

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CAVO. Salone della Misericordia pieno all'inverosimile. L’amministrazione di Rio Marina vi aveva indetto l’assemblea pubblica, per parlare di sviluppo, previsioni occupazionali e quindi lavoro sulla maggiore frazione del Comune. Ma, nell’ordine del giorno dell’incontro, c’era anche il tema d’attualità: la realizzazione, cioè, di un impianto termale sfruttando l’acqua calda a 47,7 gradi che fuoriesce dal pozzo di Valle Baccetti (portata di 12 litri al secondo) che rappresenterebbe la chiave di volta dal punto di vista del rilancio economico non solo della frazione di Rio Marina, ma dell’intero versante ex minerario. E al termine dei lavori, tutti (amministratori e amministrati) hanno concordato nel voler fare sistema. Non più, dunque, critiche. Bensì proposte di collaborazione.

«Mi si è rinfacciato - ha detto fra l’altro il sindaco Renzo Galli - di non essere tanto presente sul territorio. Ma vi garantisco - ha continuato - che la mia giunta si era impegnata fin dall’inizio del mandato per dare risposte concrete di possibilità di lavoro e occupazione per i giovani. Avevamo anche messo mano a un progetto su cui potevamo contare finanziamenti regionali che purtroppo non ha avuto buon esito per varie ragioni».

I dati ricordati sono purtroppo noti: attività artigianali e commerciali che chiudono. Giovani che non hanno prospettive col rischio di vedere la frazione di Cavo sempre più depauperata di forze per il ricambio generazionale. «I contraccolpi della crisi economica che ha investito il nostro Paese - ha aggiunto il vicesindaco, Giovanni Muti - si sono fatti sentire anche qui. Cerchiamo, insieme, di invertire la tendenza per uscire da questo stato delle cose». Scontato che alla fine si finisse di parlare delle terme e del loro eventuale posizionamento. Non c'è una persona a Cavo che si sia pronunciata a favore di Cala Seregola, nell’ex comparto minerario, la zona che dista dal centro abitato circa 6 chilometri ma che avrebbe di contro la giusta volumetria di fabbricate esistenti. «Ma c'è un problema - ha messo la mani avanti Galli - bisognerebbe ottenere dal Parco che ne è proprietario il cambi di destinazione d’uso. Passaggio che non è facile raggiungere, visto che se ne parla da tempo senza riuscire a portare a casa qualcosa a noi favorevole». Tutti i cittadini presenti in sala hanno espresso il loro parere secondo cui l’erigendo stabilimento non debba essere discosto dal centro abitato.

Le ex cave delle Paffe, un sito abbandonato dalle miniere e mai però recuperato dal punto di vista ambientale, potrebbero essere l’ipotesi più praticabile. «Ma il luogo - ha puntualizzato il sindaco di Rio Marina - ricade sotto le direttive del Pit regionale che stabilisce di non erigere nuovi fabbricati nei primi trecento metri dalla riva del mare». Un nodo gordiano di difficile scioglimento. «Il nostro impegno - ha incalzato Giovanni Muti - è quello di dare risposte certe ai cittadini, rispondere alle loro esigenze e ai loro bisogni. Per questo continueremo a lavorare per vedere di realizzare il progetto termale, sperando di non impiegare tempi biblici».

Alla riunione anche Fabrizio Baleni: «Non ho parlato come consiglieri di minoranza - ha detto al termine dell’assemblea - ma da semplice cittadino che vuole risolvere i problemi per il bene di Cavo. Non sono tanto d’accordo con il sindaco Galli quando dice che niente vieta che gli imprenditori locali possano usufruire dell’acqua calda per le loro necessità. Bisogna andare nella direzione di costruire lo stabilimento termale. Poi - ha concluso - viene tutto il resto».

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